Riforme spacca azzurri. Forza Italia alla resa dei conti finale. Verdini pronto a mollare Berlusconi per garantire lunga vita a Renzi

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Gli “spazi vuoti in politica non esistono”, dice un esponente Dem di primo piano un minuto dopo il voto in Aula che ha sancito la vittoria del premier Matteo Renzi e la profonda divisione, al limite della rottura totale di Forza Italia. Ok, d’accordo sarà pure vero, ma chi prende il posto di Silvio Berlusconi? E qual è esattamente lo spazio da occupare? Quello al centro a cui guarda Raffaele Fitto o quello a destra a cui punta Matteo Salvini? Difficile dirlo, soprattutto ora che la resa dei conti in Forza Italia è appena iniziata. Da un lato c’è Silvio Berlusconi. Dall’altro c’è Denis Verdini. Un braccio di ferro giocato sul filo del voto sulle Riforme costituzionali, che spianano la strada al governo, e le note dei due fronti azzurri.

LA PARTITA
Partiamo da quella che l’ex premier ha scritto ieri pomeriggio, come risposta al “documento” presentato da una ventina di verdiniani. “Oggi FI ha ripreso la sua autonomia e torna a fare opposizione a 360 gradi, come stabilito durante il dibattito negli organismi di partito che, all’unanimità, hanno fatto proprie queste scelte. Chi ha ritenuto di dover esprimere le proprie riflessioni, avrebbe fatto meglio a farlo allora”. Parole chiare, che suonano come una risposta al vetriolo al documento di Verdini, dove si parla di “deficit democratico” nella condivisione delle scelte. Peccato che a scegliere, con Verdini in sella, fosse soltanto lui. E basta, tanto che quando i verdiniani parlano di “disagio e dissenso” i berluscones hanno visto rosso come i tori nell’arena. E ora sono pronti a caricare, anche perché i verdiniani nella lettera al capo sostengono di essere “persuasi che la conduzione del nostro gruppo parlamentare mostri quotidianamente un deficit di democrazia, partecipazione ed organizzazione”. Di fatto si tratta della richiesta della testa di Brunetta. Richiesta che Berlusconi rispedisce al mittente. “Ringrazio, che si è assunto il non facile compito di argomentare le nostre scelte e del quale ho condiviso l’intervento in Aula nei toni e nelle parole”.

SCONTRO TOTALE
La testa di Brunetta era la richiesta non solo dei verdiniani, ma anche di quelli come Mariastella Gelmini che vogliono una “Forza Italia riformista”. Berlusconi invita all’armonia, a smetterla con i protagonismi. Forza Italia è evidentemente divisa in tre (i 20 fittiani contro le riforme, i 18 verdiniani pro-Nazareno, il corpaccione che si sarebbe astenuto e ha subito la scelta) ma Berlusconi sbandiera l’unità di facciata come se fosse reale. Per la prima volta da anni la frattura con Verdini è pubblica. L’ex premier è convinto che, di fronte allo strappo, non tutti i 18 seguiranno Denis. Ma soprattutto non ha affatto apprezzato che il segnale sia arrivato il giorno di Ruby. È come se qualcuno avesse puntato le sue fiches su Renzi scommettendo sulla catastrofe giudiziaria. Ecco, Berlusconi e Verdini al momento vivono da separati in casa. La mossa di ieri, secondo le antenne dell’ex premier, è stata concordata con palazzo Chigi più che con Arcore. E, tra i suoi, in parecchi scommettono che Verdini a questo punto darà vita a gruppi di nuovi responsabili che facciano da “polizza a vita” della legislatura.

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