Rigopiano, ora la valanga si abbatte sulla Regione. Negligenza, imperizia e violazioni di norme: ecco perchè la tragedia poteva essere evitata

dalla Redazione
Cronaca

Una tragedia che poteva essere evitata quella dell’hotel Rigopiano di Farindola (Pescara). Ne è convinta la Procura di Pescara secondo cui la Regione “determinò le condizioni per il totale isolamento dell’Hotel ” e gli indagati “attivavano tardivamente” il Comitato Emergenze”. Nella tesi accusatoria si sostiene che “negligenza, imperizia, imprudenza, e violazioni di norme, leggi e regolamenti” furono determinanti nel causare la morte di 29 persone il 18 gennaio 2017.

Nella giornata odierna la Procura di Pescara ha notificato gli avvisi di garanzia agli ultimi tre governatori d’Abruzzo: Ottaviano Del Turco, Gianni Chiodi e Luciano D’Alfonso, agli assessori regionali con delega alla Protezione civile e ad alcuni funzionari della Regione. L’inchiesta ha puntato il dito sulla mancata realizzazione della Carta Valanghe prevista da una legge del 1992. Le accuse, a vario titolo, sono di omicidio, lesioni e disastro colposo. Oggi sono stati consegnati gli avvisi di garanzia agli ultimi 14 indagati nell’inchiesta sull’hotel travolto dalla valanga.

Già dal 19 luglio al via gli interrogatori che si concluderanno il 27 giugno. Saranno ascoltati Carlo Visca, direttore del Dipartimento regionale di Protezione civile dal 2009 al 2012; Giovanni Savini, direttore dello stesso Dipartimento per tre mesi nel 2014; Vincenzo Antenucci, dirigente del Servizio prevenzione rischi e coordinatore del Coreneva dal 2001 al 2013, poi Del Turco, l’ex vicepresidente della giunta Enrico Paolini, gli ex assessori, con delega alla Protezione civile, Tommaso Ginoble e Mimmo Srour, l’ex presidente della Giunta Chiodi, gli ex assessori alla Protezione civile, Daniela Stati e Gianfranco Giuliante, D’Alfonso, l’attuale sottosegretario alla presidenza con delega alla Protezione civile, Mario Mazzocca e, nell’ultimo giorno, Silvio Liberatore, responsabile della sala operativa della Protezione civile, e il dirigente del servizio di programmazione di attività della Protezione civile, Antonio Iovino. Tra gli indagati c’è anche l’ex direttore regionale Cristina Gerardis.