Risata triste, la commedia italiana è in lutto. È morto l’attore e cabarettista Lino Toffolo. Aveva 81 anni

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Il mondo della commedia e della musica perde uno grande protagonista. Lino Toffolo, 81 anni, è morto a Venezia. Stando alle informazioni disposizione si trovava in ospedale per un problema alla mano. In passato ha avuto problemi al cuore che lo hanno costretto a un intervento. Avrebbe compiuto 82 anni il 30 dicembre.

La carriera di Lino Toffolo
Lino Toffolo ha iniziato a esibirsi nel Derby, famoso locale di Milano, negli anni Sessanta. Ha fatto parte di quell’epoca mitica in cui la città meneghina ha visto crescere artisti dello spessore come Enzo Jannacci, Bruno Lauzi, Cochi e Renato. Nel 1963 Lino Toffolo ha inciso il primo 33 giri ‘Na brombola impissada/No la vogio no, proseguendo la carriera con un album pubblicato nel 1966. Tuttavia in molti lo ricordano per le canzoni per bambini come Johnny Bassotto, Oh Nina e E tutti i gatti miao.

La sua popolarità è cresciuta dall’inizio degli Anni Settanta: nel 1971 era a Canzonissima condotta da Alighiero Noschese. Intanto il poliedrico artista aveva fatto il proprio esordio al cinema nel film Chimera (1968). Ma soprattutto nel 1970 è stato nel cast di Brancaleone alle crociate di Mario Monicelli. Nel 1976 ha partecipato all’opera Sturmtruppen di Stefano Samperi e Yuppi du di Adriano Celentano. Ed è stato protagonista anche al teatro, portando in scena la sua capacità di cambiare varie maschere artistiche.

La carriera di Lino Toffolo è continuata con grandi successi. Lui ha avuto il grande merito di non prendersi mai troppo sul serio. La presenza nel cast di Un fantastico tragico venerdì, condotto da Paolo Villaggio, su Rete4, è stata un’altra pietra miliare nel percorso artistico, che ha spalancato la possibilità di diventare presentatore del programma a Quiz Tuttinfamiglia su Canale 5, precedentemente affidato alla conduzione di Claudio Lippi. Nel 2006 ha fatto anche il suo esordio alla regia con il film Nuvole di vetro. Toffolo è stato insomma uno dei rappresentanti di un’età dell’oro della vita artistica italiana. E ha lasciato il segno con la sua leggerezza.