Rischio sanzioni sulle case green: resta aperta la procedura d’infrazione Ue

Resta aperta la procedura d'infrazione Ue per la direttiva case green: l'Italia non ha ancora presentato il piano.

Rischio sanzioni sulle case green: resta aperta la procedura d’infrazione Ue

Prima criticano il Superbonus, poi si “dimenticano” di rispettare le indicazioni europee sulle case green. Così il governo porta l’Italia a essere uno dei nove Paesi Ue che non ha presentato il piano nazionale di ristrutturazione, un passo necessario per l’attuazione della direttiva comunitaria sulle case green. La Commissione europea prosegue, quindi, nell’iter che può portare alla procedura d’infrazione per l’Italia, così come per Belgio, Irlanda, Lussemburgo, Malta, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia e Ungheria.

Il governo italiano è già in netto ritardo: avrebbe dovuto presentare entro la fine dello scorso anno il piano nazionale di ristrutturazione, attraverso il quale spiegare in che modo il Paese avrebbe raggiunto gli obiettivi sulla riduzione delle emissioni degli edifici entro il 2050, con diversi obiettivi intermedi. All’Italia restano due mesi, perché entro la fine dell’anno i piani devono essere definiti. Se così non fosse, la Commissione potrebbe deferire il nostro Paese alla Corte di Giustizia Ue e in caso di condanna verrebbero applicate le sanzioni. Che sembrano sempre più probabili se pensiamo al netto rifiuto, arrivato nelle scorse ore, di Matteo Salvini: per il vicepresidente del Consiglio l’Italia non applicherà “l’eurofollia delle case green”, perché non si può imporre a famiglie e imprese nuovi costi. Il punto, però, è che dovrebbe essere anche e soprattutto lo Stato a intervenire, punto che il governo neanche considera.

Non solo case green, prosegue la procedura d’infrazione anche sui balneari

Non va meglio, all’Italia, sul fronte delle concessioni balneari: anche questa procedura d’infrazione rimane aperta, nonostante la pubblicazione delle linee guida per la compilazione dei bandi di gara da parte del ministero delle Infrastrutture. La portavoce della Commissione, Siobhan McGarry, spiega di essere “in costante contatto” con le autorità competenti e che sta “seguendo con attenzione l’attuazione della norma”, ma la procedura per ora non può che restare aperta.