Prima il bollo auto, ora la carta Dedicata a te. Due indizi magari non faranno una prova, ma qualche sospetto di certo viene. Se il governo decide di abolire il bollo auto per buona parte dei veicoli nel 2027, anno elettorale, è difficile non pensare a uno spot per conquistare qualche voto. E se poi lo stesso governo rinnova l’iniziativa della carta Dedicata a te a distanza di pochi mesi tra l’edizione del 2026 e quella del 2027, è ancora più difficile non pensare a una mossa elettorale. La prima novità della presentazione avvenuta ieri è che la ricarica annuale da 500 euro raddoppia: non due importi in un anno, ma semplicemente due edizioni – e quindi due ricariche – che arrivano a breve distanza una dall’altra.
La prima, quella del 2026, a partire dal 4 novembre, in pratica il più tardi possibile per la fine dell’anno considerando che il primo pagamento va effettuato entro il 16 dicembre. La seconda, quella del 2027, invece arriva subito. L’anno prossimo, guarda caso quello del voto, magari proprio in primavera, la ricarica arriverà già ad aprile. Una coincidenza, ovviamente, e non una mossa elettorale, come si affretta a precisare il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, incalzato dai cronisti. Insomma, la carta Dedicata a te riparte, per il quarto anno consecutivo, e porta un aiuto da 500 euro alle famiglie più bisognose per l’acquisto di beni alimentari di prima necessità.
Ma, come detto, i tempi appaiono quantomeno sospetti: il decreto attuativo quest’anno è stato pubblicato a giugno, ma gli importi vengono caricati solo a novembre. E poi, per la prima volta, due edizioni annuali vengono accorpate, facendo partire la nuova già ad aprile del 2027, probabilmente in piena campagna elettorale. Difficile pensare sia un caso, considerando che per la prima volta il rinnovo è biennale e non annuale.
Carta Dedicata a te, uno spot elettorale ma con milioni di esclusi
La carta elettronica prepagata su cui vengono accreditati i 500 euro permette anche di usufruire di uno sconto aggiuntivo del 15% grazie alle convenzioni con alcune catene della grande distribuzione organizzata. Eppure dà vita anche a un altro problema, noto da anni: i beneficiari. La misura è destinata ai nuclei con Isee non superiore ai 15mila euro annui, ma solo in caso abbiano almeno tre componenti e almeno un minorenne al loro interno, tutti residenti in Italia. Vengono poi esclusi i beneficiari di altre misure come l’Assegno di inclusione, la Naspi o la cassa integrazione.
Insomma, se le famiglie beneficiarie sono poco meno di 1 milione e 180mila, molte di più sono quelle escluse dallo stanziamento di un miliardo di euro. L’aiuto, comunque, resta, anche se viene declinato in chiave elettorale con le Politiche alle porte. E l’aspetto positivo, nonostante i tantissimi esclusi, è che a individuare i beneficiari è l’Inps, in automatico, senza necessità neanche di fare domanda ma solamente presentando l’Isee.