Rivoluzione dimenticata. Ma Azione Civile prova a non uscire definitivamente di scena. Ora Ingroia scende in campo per la piena attuazione della Costituzione

dalla Redazione
Politica

La Rivoluzione annunciata in campo politico all’epoca non c’è stata. Ma Azione Civile, il movimento politico fondato e presieduto da Antonio Ingroia, non molla nonostante un profilo molto più basso rispetto ai tempi della sua fondazione. La quarta assemblea nazionale al Centro Frentani di Roma è cominciata venerdì e finita oggi con la votazione dei documenti politici. Votazione che è stata possibile anche in via digitale per gli aderenti non presenti a Roma. Forse questa del voto digitale è l’unica  Rivoluzione riuscita ad Azione Civile.

“C’è un obiettivo che come Azione Civile dobbiamo porci adesso, dopo aver combattuto e vinto la battaglia referendaria, ed è quello della piena attuazione della Costituzione”, ha affermato a margine dell’assemblea Ingroia, “Per questo lancio la proposta di convocare già all’inizio del prossimo anno, tra febbraio e marzo, gli stati generali per l’attuazione della Costituzione. Dovremo lavorare dal basso, sui territori per creare una rete di comitati permanenti per l’attuazione della Costituzione, cercando i nostri interlocutori non tra i soliti professionisti della politica ma nella società civile, tra i cittadini, nel mondo dell’associazionismo, del lavoro, della cultura e tra quanti si sono battuti accanto a noi per impedire lo scempio della Costituzione. Dovremo rivolgerci a chiunque sia interessato a costruire un fronte popolare e democratico, un’alleanza antisistema in grado di coordinare una nuova passione politica, che superi schemi vecchi e coinvolga sempre più i cittadini. E’ una sfida che potremo vincere solo se saremo capaci di allagare la comunità di riferimento andando oltre le categorie tradizionali della politica che in Italia hanno ormai perso da tempo il loro significato e il loro valore originario”.

Ingroia ha anche rivendicato il successo referendario del No. E, nei giorni scorsi, ha bocciato Giuliano Pisapia che ha lanciato l’idea di voler unire la sinistra italiana: ““E’ quantomeno singolare che Giuliano Pisapia si candidi a unire il popolo della sinistra dopo essersi schierato per il sì al referendum costituzionale, condividendo il progetto di stravolgimento della Costituzione di Renzi, Alfano e Verdini. E’ altresì sorprendente aggiunge l’ex pm – che Pisapia parli ora di rischio di mutazione genetica del Partito democratico quando la mutazione è stata ormai da tempo portata a termine da Renzi, che ha voluto il patto del Nazareno, che ha trasformato il Pd in un partito del capo, sempre più d’ispirazione neoliberista, impegnato a realizzare i piani della destra spingendosi dove nemmeno la destra berlusconiana era mai riuscita ad arrivare. Come si può pensare di unire le forze di sinistra e ipotizzare allo stesso tempo un’alleanza con Renzi, come fa Pisapia? Quello dell’ex sindaco di Milano – conclude Ingroia – mi sembra piuttosto un doppio salto mortale, per scendere in fretta dal carro degli sconfitti e cercare di salire altrettanto in fretta sul carro dei vincitori”.