L’Italia dei renziani è Viva solo per mistificare. Rosato dà alla Dadone della schizofrenica. Come la sua legge elettorale. In un partito da prefisso telefonico attaccare il M5S è ormai l’unico modo per giustificare la propria esistenza

Rosato Dadone
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Ettore Rosato se n’è uscito così: “Sono strani questi grillini, la ministra Dadone ieri condivide e appoggia in Consiglio dei ministri richiesta di fiducia sul testo della #riformacartabia, oggi annuncia che se non cambia pensano alle dimissioni. Mi sembra ci sia un po’ troppa schizofrenia e poco senso dello Stato”. A riprova che il solleone fa male, assistiamo agli uomini di Mohammed Renzi che vedono avvicinarsi il precipizio delle elezioni politiche in un micropartito da prefisso telefonico e realizzano di aver fatto quella che tecnicamente si chiama una “cappellata” e cioè lasciare il sicuro Pd per seguire l’avventuriero dell’Arno in una spedizione politica disastrosa.

La ministra Fabiana Dadone ha infatti affermato una cosa ben diversa, e cioè: “A rischio l’appoggio dei Cinque Stelle al governo? Dipende quale sarà l’apertura sulle modifiche tecniche alla riforma della giustizia”. Se Rosato avesse studiato logica formale, anche non medievale ma quella dei test per superare i concorsoni di Stato, avrebbe saputo che nell’affermazione della grillina c’è una ipotesi condizionale rappresentata da un operatore logico nonché congiunzione che si chiama “Se”.

La Dadone, sta dicendo che “Se” si verificasse una certa condizione allora ci sarebbe una conseguenza. E cioè “Se” il governo non tenesse in debito conto gli emendamenti dei Cinque Stelle allora potrebbero (condizionale) esserci ripercussioni sulla permanenza dei ministri grillini nel governo Draghi. Quindi nessuna schizofrenia con la condivisione in Consiglio dei ministri, termine oltretutto offensivo e usato contro una donna, ma semplicemente un ribadire la consequenzialità logica di quello che potrebbe accadere “se” non fossero accettate le condizioni del partito ancora di maggioranza in Parlamento.

Non crediamo che Rosato, artefice della pasticciata legge elettorale chiamata “Rosatellum”, non capisca la differenza. Il fatto è che Rosato, come si dice a Roma, “ce sta a provà”, nel senso che sta facendo il finto tonto, sperando di ingarbugliare ancora di più le acque. E c’è da dire che nessuno ha comunicato a Rosato che il Re è nudo e cioè che sta dicendo una evidente stupidaggine e noi lo facciamo con piacere anche perché troppo spesso poi ci si trova anche una stampa omologata che non è capace neppure di porre domande banali che ogni cittadino di buon senso farebbe a chi, appunto, casca dal pero pensando che gli altri siano tutti fessi.