L’indice di contagio scende, ora è a 0,8. Ecco quali sono le regioni che da lunedì 26 aprile entreranno in zona gialla

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L’indice Rt nazionale di contagio del Coronavirus in Italia scende ancora e raggiunge quota 0,81 rispetto allo 0,85 della scorsa settimana. È quanto emerge, secondo quanto si apprende, dall’ultimo monitoraggio settimanale del Ministero della Salute e dell’Istituto Superiore di Sanità sull’andamento dell’epidemia per il periodo 12-18 aprile.

Rt nazionale oggi a 0,81: l’indice di contagio scende, ecco le regioni verso la zona gialla

La bozza del report #48 di monitoraggio dell’Istituto Superiore di Sanità e del ministero della Salute dice che nell’ultima settimana in Italia si osserva un lieve calo dell’incidenza e del livello generale di rischio. “Questa settimana – si legge nel documento – si osserva ancora una lievissima diminuzione della incidenza settimanale (157,4 per 100.000 abitanti (12/04/2021-18/04/2021). La scorsa settimana era più alta: 160,5 per 100.000 abitanti (05/04/2021-11/04/2021). Complessivamente comunque “l’incidenza resta elevata e ancora ben lontana da livelli (50 per 100.000) che permetterebbero il completo ripristino sull’intero territorio nazionale dell’identificazione dei casi e tracciamento dei loro contatti”.

Nel periodo 31 marzo – 13 aprile 2021, l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 0,81 (range 0,77- 0,89). L’indice Rt Nazionale è in diminuzione rispetto alla settimana precedente e sotto l’uno anche nel limite superiore. Inoltre, scrivono i tecnici, “si osserva un lieve miglioramento generale del rischio. Solo due Regioni (Calabria e Sardegna) che hanno un livello di rischio alto secondo il DM del 30 Aprile 2020. Quattordici Regioni/PPAA hanno una classificazione di rischio moderato. Di queste, due ad alta probabilità di progressione a rischio alto nelle prossime settimane. Cinque Regioni hanno una classificazione di rischio basso.

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Le Regioni verso la zona gialla da lunedì 26 aprile

In base al monitoraggio e in attesa della Cabina di Regia Benessere Italia sull’emergenza coronavirus è possibile fare delle ipotesi sulle Regioni che saranno in zona gialla, arancione e rossa a partire da lunedì 26 aprile. In zona gialla dovrebbero approdare 12 Regioni: Campania, Lazio, Abruzzo, Marche, Umbria, Toscana, Emilia-Romagna, Liguria, Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia. E anche le due Province di Trento e Bolzano. Secondo questo scenario in zona arancione dovrebbero rimanere Basilicata, Calabria, Sicilia e Valle d’Aosta. La Sardegna è in bilico tra zona rossa e arancione.

“La circolazione del virus nel nostro Paese rimane ancora sostenuta”. Lo dice Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe che sottolinea come “il decreto aperture è un atto coraggioso ‘sul filo del rasoio’ per rilanciare le attività e placare le tensioni sociali ma se passa il messaggio liberi tutti, la stagione estiva è a rischio”. Con la progressiva riduzione dei nuovi casi settimanali, i casi attualmente positivi, che aveva raggiunto il picco della terza ondata il 5 aprile (570.096), sono scesi a 482 mila.

Allarme della Fondazione Gimbe: il virus continua a correre

Si tratta, spiega Cartabellotta “di un numero molto elevato e sottostimato dall’insufficiente attività di testing e tracciamento. Peraltro, il dato nazionale risente di eterogenee situazioni regionali: infatti, la variazione percentuale dei nuovi casi aumenta in 3 Regioni e crescono i casi attualmente positivi in 6 Regioni”. Secondo il monitoraggio, in calo sono anche i ricoveri con sintomi: 23.255 rispetto 26.952, pari a -13.7 per cento e le terapie intensive: 3.151 rispetto a 3.526 pari a -10,6 per cento. “Gradualmente si allenta anche la pressione sugli ospedali – commenta Renata Gili, responsabile Ricerca sui Servizi Sanitari del Gimbe – ma il numero di posti letto occupati, sia in area medica che in terapia intensiva è ancora elevato in numerose Regioni”.

In particolare dall’ultimo report della Fondazione emerge un calo dei ricoveri in terapia intensiva: -375 (-10,6 per cento) nella settimana dal 14 al 20 aprile. Ma 12 Regioni sono ben oltre la soglia critica del 30 per cento. Si tratta di Lombardia, Piemonte, Puglia, Toscana, Valle d’Aosta, Emilia Romagna, Lazio, Marche, Molise, Provincia autonoma di Trento, Liguria, Calabria. In terapia intensiva, la curva ha raggiunto il picco il 6 aprile (3.743), ma la discesa è più lenta, con una riduzione del 15,8 per cento in 14 giorni; restano occupati 3.151 posti letto. Anche in area medica la curva ha raggiunto il picco il 6 aprile (n. 29.337) e iniziato la discesa con una riduzione del 20,7 per cento in 14 giorni; tuttavia i numeri assoluti rimangono elevati (n. 23.255) e l’occupazione da parte dei pazienti covid supera il 40 per cento in 4 Regioni: Calabria, Lazio, Piemonte e Puglia. (m.e.c.)

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