Dovevano spezzare le reni alla Russia, ma le sanzioni europee, pur avendo pesato sul Pil della Federazione russa, non hanno messo in ginocchio l’economia dell’ex Unione Sovietica. Penalizzando, al contempo, le economie occidentali – Italia compresa – che le hanno e che continuano ad adottarle.
Russia, Pil all’1%
Come ha detto Vladimir Putin, del resto, l’andamento dell’economia russa presenta una dinamica “modesta ma positiva”, con una crescita stimata “dell’1%”. Nonostante il Paese sia impegnato da oltre 4 anni in una guerra di frontiera che ha drenato ingenti risorse gravando in maniera pesante sui conti pubblici. Ma, ciononostante, il paragone con l’Italia è chiaro: Pil stimato nel 2026 allo 0,7% (Istat), lo 0,3% in meno della Russia.
“Come mostrano le statistiche, le dinamiche economiche sono nel complesso modeste, ma positive – ha dichiarato il numero uno del Cremlino secondo quanto riportato dalla Tass –. Il prodotto interno lordo è intorno all’1%”. Secondo Putin sulla crescita economica hanno pesato (in negativo) una serie di fattori, tra i quali “la pressione esterna (le sanzioni, ndr) e gli attacchi terroristici su siti industriali e infrastrutture (la guerra con l’Ucraina, ndr)”.