Intelligenza artificiale, Sam Altman avverte: “Credo che il mondo debba accettare cose negative per ottenere i futuri benefici dei sistemi di IA”

Intelligenza artificiale, Sam Altman avverte: "Il mondo deve accettare cose negative per ottenere i futuri benefici dei sistemi di IA"

Intelligenza artificiale, Sam Altman avverte: “Credo che il mondo debba accettare cose negative per ottenere i futuri benefici dei sistemi di IA”

L’intelligenza artificiale è destinata a trasformare profondamente la società e, secondo Sam Altman, i benefici che questa tecnologia potrebbe portare potrebbero giustificare anche l’assunzione di alcuni rischi. È questa, in sintesi, la posizione espressa dal CEO di OpenAI in un’intervista a Politico, nella quale ha ammesso che lo sviluppo dell’IA potrebbe comportare conseguenze negative, pur sostenendo che gli effetti positivi saranno nettamente superiori.

“Credo che ci sia ancora molta strada da fare”, ha detto Altman a Brendan Bordelon, coautore di Decoded e giornalista senior di Politico specializzato in tecnologia. Rispondendo alle domande del cronista, il CEO di OpenAI, l’azienda che sviluppa ChatGPT, ha spiegato di non poter assicurare “che non ci saranno attacchi informatici importanti, nessun uso improprio di questa tecnologia, nessuna truffa, nessuna di tutte le altre cose negative che potrebbero accadere“.

Altman ha però aggiunto di credere “che le persone faranno moltissime cose buone, di gran lunga più di quelle cattive”. Una posizione che riflette la sua convinzione che i potenziali benefici dell’intelligenza artificiale possano essere molto più grandi dei rischi derivanti dal suo sviluppo.

Sam Altman e i rischi dell’intelligenza artificiale

Riguardo agli scenari più apocalittici legati all’IA, Altman ha detto di non credere che ci siano “rischi veramente catastrofici”, compresa la tanto discussa possibilità di “perdere il controllo dell’intelligenza artificiale”.

Le sue parole arrivano in un momento nel quale si moltiplicano gli appelli a una maggiore cautela nello sviluppo dei sistemi di intelligenza artificiale. Al centro del dibattito ci sono soprattutto i rischi legati all’uso improprio delle nuove tecnologie, alla sicurezza informatica e alla possibilità che sistemi sempre più avanzati possano sfuggire al controllo umano.

Lo scontro tra Sam Altman e Dario Amodei

In questo contesto stanno emergendo anche differenze significative tra Altman e Dario Amodei, CEO di Anthropic, l’azienda che sviluppa Claude, sul modo in cui affrontare i rischi dell’intelligenza artificiale.

Amodei ha sostenuto posizioni favorevoli a una regolamentazione più stringente delle aziende che sviluppano sistemi di IA, che a suo dire deve essere programmata dall’amministrazione americana. Altman, pur dichiarandosi favorevole all’introduzione di regole, appare invece più prudente rispetto a un approccio particolarmente restrittivo e ha sostenuto la necessità di una regolamentazione maggiormente permissiva, meglio se concordata tra le aziende stesse.

Due posizioni che dimostrano in modo chiaro uno dei nodi centrali del dibattito sul futuro dell’intelligenza artificiale: da una parte la necessità di limitare i rischi di una tecnologia sempre più potente, dall’altra la volontà di non rallentarne lo sviluppo e i possibili benefici economici e sociali.