Putin si dice pronto a parlare con l’Europa per finire la guerra in Ucraina, ma l’Europa risponde che “non è ancora tempo”. Allora è l’Europa a volere la continuazione della guerra!
Gaia Ventrella
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Gentile lettrice, questa Europa ipocrita ci sbalordisce sempre, nonostante già sapessimo che furono Usa e Ue a creare le condizioni per la guerra e che oggi come oggi è la sola Europa che insiste a combattere “fino all’ultimo ucraino”. Non le importa nulla di mettere a repentaglio l’intero continente; che i nostri popoli si impoveriscano; che Zelensky e l’America abbiano sabotato i gasdotti Nord Stream a nostro danno; che l’Ucraina sia in mano a oligarchi ricchissimi che prima della guerra finanziavano le varie brigate neonazi ed elargivano taglie in denaro a chi portasse la testa tagliata di un ucraino di etnia russa. Su tutto prevale l’odio anti russo ma soprattutto l’interesse economico dell’industria armiera. “Non è ancora tempo di dialogare con Putin” è un capolavoro di ipocrisia pulcinellesca. E al solito la più esagitata è Kaja Kallas, che alla parola Russia emana fiamme dai capelli. Avendo Putin detto che il mediatore Russia-Ue potrebbe essere l’ex Cancelliere Schroeder, Kallas ha strepitato che è “un lobbista per la Russia”. E Tajani in scia: “Sia l’Europa a scegliere il mediatore”. L’unico che abbia detto “è necessario tornare a dialogare” è stato Stubb. La Finlandia, ex Paese neutrale, è nella Nato da due anni e si fregava le mani, ma ora che Trump ha ridotto l’Alleanza in cenere, Stubb capisce che, se la Russia smettesse di scherzare, non ci sarebbe l’America a salvare la Finlandia o l’Europa.
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