Sabato 9 dicembre incendi vietati dalle 9 alle 13. Scioperano i vigili del fuoco: lo Stato dimentica i suoi eroi

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Questa volta non scatteranno come hanno fatto a Rigopiano, ad Amatrice e su ogni altro teatro infernale. Medaglie, elogi e  titoli di giornale dopo ogni tragedia che ha colpito il Belpaese non sono più sufficienti a contenere il malessere del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco che ha deciso di incrociare le braccia. Con uno sciopero nazionale di quattro ore, dalle 9 alle 13 di oggi. La protesta interesserà anche le sedi aeroportuali. Retribuzioni al di sotto degli altri corpi di polizia, l’età pensionabile rimasta inspiegabilmente alta e le assunzioni che tardano ad arrivare hanno innescato la miccia. Che i pompieri questa volta non spegneranno come fanno ogni giorno quando scoppia un incendio.

Uno sciopero che potrebbe arrecare più di qualche disagio. Perché secondo le previsioni del Conapo, il sindacato organizzatore della protesta odierna, in alcuni comandi operativi le adesioni potrebbero toccare punte del 90%. Tra i motivi più delicati al centro della protesta c’è ancora l’annosa e irrisolta questione delle retribuzioni e delle pensioni. I vigili del fuoco chiedono la comparazione con le altre forze di polizia visto che, spiega il Conapo, “i pompieri percepiscono 300 euro in meno ogni mese e sono penalizzati anche dal punto di vista previdenziale”. Altro nodo cruciale è quello delle assunzioni che tardano ad arrivare. Sono anni, ormai, che i pompieri sono costretti a lavorare sott’organico; mancano all’appello circa 3 mila vigili del fuoco per garantire una piena operatività dell’intero Corpo. Il piano di assunzioni varato dal Governo, nella legge di bilancio, permetterà di assumerne soltanto 1300 nei prossimi cinque anni. Meglio di niente si dirà. E, infatti, un passo in avanti rispetto al passato c’è stato come riconosciuto dallo stesso Conapo che però lamenta il rinvio troppo avanti nel tempo per i nuovi inserimenti: “Il piano prevede solo 50 assunzioni aggiuntive al turnover per il 2018. Troppo poche rispetto ai cambiamenti climatici, terremoti, alluvioni, ma anche incendi”.

Proprio sull’ultimo punto La Notizia ha già sollevato nei mesi scorsi il vero nodo: con la soppressione del Corpo forestale dello Stato, infatti, i pompieri hanno ereditato le competenze sugli incendi boschivi, ma pochissimi uomini in cambio. “Rischiamo la vita come e più degli appartenenti agli altri Corpi dello Stato”, ha tuonato Antonio Brizzi, il segretario generale del sindacato Conapo, “e siamo impiegati in servizi di pronto intervento dal giorno dell’assunzione fino a quello della pensione. Eppure siamo il Corpo più bistrattato dallo Stato. I politici si ricordano di noi soltanto durante le emergenze per sfruttare la nostra popolarità, ma ci dimenticano quando chiediamo di darci la stessa dignità”. Un messaggio chiaro e diretto ai ministri Pier Carlo Padoan, Marco Minniti e Marianna Madia, oltre che al premier Paolo Gentiloni. Chissà se una risposta arriverà prima della prossima emergenza o dell’imminente fine dell’attuale legislatura.

L'editoriale
di Gaetano Pedullà

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