Il sabotaggio del Nord Stream, per il quale inizialmente si era puntato il dito contro la Russia di Vladimir Putin, sarebbe stato ordinato dalle autorità ucraine. A sostenerlo è la procura tedesca, che ha formulato pesanti accuse nei confronti dell’amministrazione di Kiev, ritenuta responsabile di aver colpito il gasdotto russo-tedesco poco dopo l’inizio dell’invasione dell’Ucraina da parte dell’esercito di Mosca, con l’obiettivo di compromettere le relazioni tra l’Unione europea e la Russia.
L’annuncio arriva il giorno successivo all’incriminazione di un primo sospettato ucraino che, “insieme ad altri militari, ha elaborato, su richiesta delle autorità ucraine, un piano volto a distruggere i gasdotti Nord Stream 1 e Nord Stream 2”.
Nel comunicato della procura tedesca si ricorda che le condotte sottomarine furono sabotate con esplosivi nel settembre 2022. L’imputato era stato arrestato il 21 agosto 2025 in Italia e successivamente estradato in Germania nel mese di settembre.
Sabotaggio del Nord Stream, la Procura della Germania punta il dito contro l’amministrazione ucraina: “Il piano fu ordinato da Kiev”
Interrogato dagli investigatori, l’uomo aveva dichiarato di essere stato, all’epoca dei fatti e fino al 2023, comandante dell’esercito ucraino e di trovarsi in Ucraina al momento del sabotaggio. Una versione alla quale le autorità di Berlino non hanno creduto. Secondo gli inquirenti, infatti, il sospettato e i suoi complici – un sommozzatore, uno skipper e un artificiere – avrebbero noleggiato un’imbarcazione a vela in Germania per poi dirigersi verso l’isola danese di Bornholm.
Da lì, il gruppo avrebbe collocato cariche esplosive sui gasdotti, facendole successivamente detonare e distruggendo le condotte. “L’obiettivo era impedire in modo duraturo le forniture di gas attraverso i gasdotti e fare in modo che la Russia non potesse più utilizzare i proventi del commercio del gas naturale per finanziare il proprio sforzo bellico”, afferma la procura.
All’epoca dei fatti, il Nord Stream 2 non era ancora entrato in funzione, mentre il Nord Stream 1 era operativo e copriva “circa la metà del fabbisogno annuo di gas naturale” della Germania, ricorda il comunicato.