Più che un bilancio degli ultimi mesi a Palazzo Marino, la presentazione del suo futuro politico. Ieri conversando coi giornalisti Giuseppe Sala ha tinteggiato il suo passaggio in Parlamento, alla testa di una formazione moderata, di centro: “In Parlamento? Può essere”.
Sala: “Troppo sbilanciati a sinistra”
Undici anni da sindaco, un consenso che rivendica ancora vicino al 60% e la convinzione che il centrosinistra possa vincere ancora nel capoluogo lombardo. Ma il cuore del ragionamento è un altro: il progetto di quel centro moderato che, nelle intenzioni del sindaco, dovrebbe riequilibrare una coalizione giudicata troppo sbilanciata a sinistra.
“La nostra parte politica oggi è molto spostata a sinistra e io da tempo dico che non va bene“, afferma Sala, spiegando che soprattutto al Nord manca la capacità di parlare al mondo delle imprese.
È un messaggio rivolto innanzitutto al Partito democratico di Elly Schlein, accusato implicitamente di aver smarrito il dialogo con il ceto produttivo e con quell’elettorato moderato che, secondo il sindaco, continua a essere decisivo nelle grandi città.
“Serve una quarta gamba” (di Renzi e Ruffini)
Da qui il rilancio della cosiddetta “quarta gamba” del centrosinistra. Un’area riformista e centrista che, secondo Sala, finirà per nascere nonostante l’affollamento di aspiranti protagonisti. Non a caso il primo nome che cita è quello di Matteo Renzi, definito “centrale in ogni riflessione”, seguito da Ernesto Maria Ruffini ed Alessandro Onorato. Un elenco che racconta bene quale sia il terreno su cui il sindaco intende giocare la sua partita una volta conclusa l’esperienza a Palazzo Marino.
Non è difficile leggere tra le righe un’autocandidatura. Sala esclude di voler guidare il centrosinistra nazionale, ma lascia intendere di voler essere uno dei protagonisti della prossima legislatura. Un parlamentare capace di rappresentare quell’area liberal-riformista che ritiene oggi sottorappresentata e che punta a ricostruire insieme ai centristi.
All’attacco di Cottarelli il suo alter-ego
In quest’ottica si spiega anche la stoccata a Carlo Cottarelli, dato da settimane tra i possibili candidati sindaci del centrodestra a Milano. “È stato eletto a sinistra”, ricorda Sala, confessando di “fare fatica a capire” una sua eventuale candidatura sostenuta da Forza Italia o, peggio ancora, dall’intera coalizione di destra. “Nulla da dire sulle qualità della persona, un po’ di più sulla coerenza politica”, osserva il sindaco.
Un’affermazione che va oltre la polemica milanese. Perché Cottarelli rappresenta esattamente quel profilo moderato, europeista e rassicurante sul quale Sala sembra voler costruire il proprio futuro. Se davvero l’ex commissario alla spending review dovesse traslocare nel centrodestra, finirebbe per occupare quello spazio politico che il sindaco immagina invece come la nuova casa dei riformisti del centrosinistra.