Salvini parte male, il referendum fa flop in Abruzzo. La richiesta di indire la consultazione non convince Forza Italia. E la maggioranza di Centrodestra va sotto in Regione

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La battaglia referendaria del leader della Lega Matteo Salvini parte in salita e si arena subito in Abruzzo, una delle 5 Regioni di Centrodestra a cui il Carroccio chiede di presentare la proposta di referendum, ma a conti fatti non ha la maggioranza. I dieci consiglieri regionali della Lega proveranno a far inserire la richiesta all’ordine del giorno del consiglio del 24 settembre. A favore sono i 3 consiglieri regionali di Fratelli d’Italia però non si raggiunge il quorum di 16 voti: per far passare la proposta, infatti, occorrerebbero anche i voti a favore dei tre consiglieri di Forza Italia, ma il coordinatore regionale Nazario Pagano è molto cauto al momento.

L’eliminazione della parte proporzionale del Rosatellum non piace al Movimento Cinque Stelle: “Numerosi sono i costituzionalisti che hanno già evidenziato il fumus di inammissibilità del quesito proposto da Salvini & C., poiché il risultato della consultazione referendaria non garantirebbe un sistema immediatamente operativo per la modifica del numero di collegi uninominali”, spiega il capogruppo pentastellato del consiglio regionale dell’Abruzzo, Sara Marcozzi. E dal Pd i 3 consiglieri sono propensi al ritorno ad una legge integralmente proporzionale.

“Se dovesse arrivare in consiglio regionale la richiesta di referendum, voteremo contro e ci opporremo con tutti gli strumenti possibili- aggiunge ancora la Marcozzi – Noi, al contrario della Lega, non abbiamo dubbi su quali siano le priorità della nostra terra e continueremo a lavorare per proiettare questa Regione verso un futuro migliore. Le dichiarazioni del segretario regionale leghista Giuseppe Bellachioma sono sconcertanti. Vorrebbe che il Consiglio Regionale facesse partire immediatamente l’iter per l’approvazione di un referendum sulla legge elettorale, intasando il lavoro delle Commissioni”.