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Salvini scopre l’inquinamento. La farsa green del Carroccio. La Lega vuole celebrare le vittime in base ai dati 2016. Lo stesso anno in cui disse no all’Accordo di Parigi

Salvini insieme a 55 senatori ha presentato un ddl per istituire la "Giornata nazionale in memoria delle vittime dell'inquinamento ambientale".

Pubblicato il 12 Maggio 2021 di Redazione on-line
di Redazione on-line
Salvini scopre l’inquinamento. La farsa green del Carroccio. La Lega vuole celebrare le vittime in base ai dati 2016. Lo stesso anno in cui disse no all’Accordo di Parigi

Ovunque se c’è del petrolio sotto terra o sotto il mare, festeggiano cittadini e imprese, perché nella tutela dell’ambiente significa pagare di meno, significa essere meno dipendenti da altri Paesi per l’energia. In Italia no, qualcuno invece li vuole fermare, per carità di Dio no, no, no. Era luglio del 2019, mancava poco più di un mese alla fine del governo gialloverde e alla richiesta di pieni poteri fatta da Matteo Salvini, e il Capitano arringava così le folle con un intervento in diretta social dal suo studio al Viminale.

L’ennesimo attacco agli allora alleati pentastellati e tutto in linea con la politica del Carroccio, favorevole al Tav, alla Tap, all’Ilva, alla caccia, ai termovalorizzatori, alle trivellazioni e in buona sostanza assai scettica, se non spesso fortemente ostile, a tutte le politiche green. Un partito con verde solo la camicia o quasi. Ma ora, ai tempi del governo dei migliori, quando è tutto un gran parlare di transizione ecologica, pure il leader della Lega sembra aver cambiato linea. Proprio Salvini infatti, insieme a 55 senatori, quasi tutto il gruppo parlamentare al gran completo, ha presentato un disegno di legge (qui il testo) in cui, ponendo al centro del dibattito il tema dell’inquinamento, chiede che venga istituita la “Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’inquinamento ambientale”.

CHE GIRAVOLTA. I 56 leghisti hanno scoperto che in Italia “i numeri sulle patologie o le morti associate all’esposizione all’inquinamento ambientale sono drammatici”. Meglio tardi che mai. Sono andati a spulciarsi i dati dell’Agenzia europea per l’ambiente del 2016, in cui risulta che l’Italia è ai vertici “di una drammatica classifica del numero di morti e di riduzione di aspettativa di vita per esposizione ai principali inquinanti atmosferici”, e anche quelli sulla Terra dei Fuochi e sulla stessa Taranto.

“Con il presente disegno di legge – sostengono i senatori leghisti – si intende dare voce e rilevanza al dolore di chi ha subito nella maniera più atroce le conseguenze di un’esposizione passiva agli inqunanti e alla paura di chi abita zone ad alto inquinamento, per sensibilizzare i cittadini e soprattutto gli amministratori ad agire in maniera decisa, determinata e coraggiosa sulla bonifica, il risanamento ambientale e la messa in sicurezza delle zone maggiormente inquinate”.

La proposta è istituire la giornata per il 24 maggio, che coincide con la presentazione dell’enciclica Laudato si’, con cui Papa Francesco mette in guardia dalle gravi conseguenze dell’inquinamento ambientale e chiama l’umanità a prendersi cura della “nostra casa” terra.

LE AMNESIE. Dei morti e dei tanti malati a causa dell’inquinamento ambientale, Salvini non sembrava curarsi così tanto quando si spendeva a favore di nuovi termovalorizzatori, della Tav e delle trivellazioni nel luglio di due anni fa. Ma soprattutto la Lega ora studia i dati del 2016 dell’Agenzia europea per l’ambiente mentre proprio in quell’anno, al Parlamento europeo, il Capitano fu tra gli unici cinque eurodeputati italiani che dissero no alla ratifica dell’Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici. E lo fece insieme all’ex ministro per la famiglia e le disabilità Lorenzo Fontana.

“In bocca al lupo ai lavoratori, agli imprenditori, e poi se ci sono anche dei cacciatori: giù le mani dalle tradizioni e su quello non cambiamo idea”, ha detto Salvini in Basilicata. Ma a quanto pare il leader della Lega idea continua a cambiarla spesso. Ora il green va di moda e un disegno di legge non se lo fa mancare neppure il Carroccio.

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