Sanità, infrastrutture e innovazione: a Roma il confronto sul futuro degli ospedali e della cura

Una giornata di confronto sulla sanità, le infrastrutture e le innovazione per provare a capire il futuro degli ospedali e della cura.

Sanità, infrastrutture e innovazione: a Roma il confronto sul futuro degli ospedali e della cura

Un confronto sul futuro degli ospedali e della cura. Una giornata, quella che si è svolta al Centro Studi Americani di Roma, per parlare di sanità, infrastrutture e innovazione. Una discussione, quella dell’Advanced Executive Program “Norme, riqualificazione e umanizzazione delle strutture sanitarie. Strumenti per ospedali più sicuri, moderni e centrati sulla persona”, che ha riunito istituzioni, professionisti, accademici, manager sanitari, imprese e rappresentanti del mondo delle infrastrutture.

L’iniziativa, promossa dall’Intergruppo parlamentare “Sanità e Ripresa” e dall’Intergruppo parlamentare “Progetto Italia – Lavori Pubblici, Edilizia e Urbanistica”, si è confermata un momento di confronto particolarmente qualificato sui grandi temi che riguardano il futuro della sanità italiana: dalla modernizzazione degli ospedali alla sicurezza delle strutture, dalla digitalizzazione alla centralità della persona, fino alla resilienza del patrimonio sanitario in scenari complessi e in caso di eventi critici.

Nel corso dei lavori è emersa con forza la necessità di guardare agli ospedali non solo come luoghi di cura, ma come infrastrutture strategiche per il Paese, spazi fondamentali per la qualità della vita delle comunità e veri motori di rigenerazione urbana, sociale, ambientale ed economica. Ad aprire e accompagnare il dibattito anche Erica Mazzetti, presidente dell’Intergruppo parlamentare “Progetto Italia – Lavori Pubblici, Edilizia e Urbanistica”, che ha sottolineato la centralità di una visione integrata tra sanità, infrastrutture, innovazione e capitale umano.

Per Mazzetti, la riqualificazione degli ospedali rappresenta una delle più autentiche forme di rigenerazione del territorio: “Il confronto sviluppato durante l’Executive Program – dice Mazzetti – ha evidenziato l’importanza di investire nella riqualificazione e nell’umanizzazione delle strutture sanitarie come parte di una vera rigenerazione urbana, sociale, ambientale, energetica ed economica”.

Ampio spazio è stato dedicato anche al tema del partenariato pubblico-privato, considerato una leva decisiva per rafforzare il Servizio sanitario nazionale, attrarre competenze, migliorare l’efficienza e garantire continuità assistenziale. Uno dei passaggi più significativi della giornata ha riguardato la sicurezza e la resilienza degli ospedali in caso di eventi sismici. Un tema cruciale, perché la sicurezza di una struttura sanitaria non può limitarsi alla sua tenuta fisica, ma deve riguardare anche la capacità di continuare a funzionare e a curare nei momenti più difficili.

La riflessione si è poi allargata al significato più profondo della cura e alla necessità di riportare la persona al centro di ogni scelta organizzativa, tecnologica e politica. L’umanizzazione della sanità è stata indicata come una delle grandi sfide del presente: non un elemento accessorio, ma il cuore stesso di una nuova visione del sistema sanitario. L’Executive Program si è concluso confermandosi come un appuntamento di straordinario valore per il confronto tra istituzioni, sanità, professioni tecniche, imprese e mondo accademico. Una giornata che ha offerto non solo analisi e contributi qualificati, ma anche una visione concreta e ambiziosa: fare della riqualificazione e dell’umanizzazione degli ospedali una priorità nazionale, perché il futuro della sanità passa dalla capacità di costruire luoghi di cura più sicuri, più moderni e soprattutto più vicini alla persona.