Sanità, scuola e pensioni. Partiti (e ministri) sulle barricate

Sulla Sanità protestano le Regioni per le risorse insufficienti. E Valditara scopre i tagli sulla scuola in Manovra. Protesta anche FI

Sanità, scuola e pensioni. Partiti (e ministri) sulle barricate

La Manovra ha cominciato il suo iter in Parlamento. Salta dalla legge di Bilancio lo sconto obbligatorio, al 50% del prezzo di copertina, per i libri di testo per scuole e università in versione digitale: la commissione Bilancio della Camera ne ha chiesto lo stralcio per ragioni di “carattere ordinamentale”. Soddisfatti editori e librai, che nei giorni scorsi avevano chiesto la cancellazione della disposizione, ritenuta “inutile e dannosa”, destinata a gravare sulla filiera senza garantire reali vantaggi alle famiglie. Anzi, in particolare secondo i librai il rischio sarebbe stato quello di un boomerang per i consumatori, costretti a stampare in autonomia il testo digitale e quindi, alla fine, a spendere di più. Ma sono contenti solo loro. A tenere banco sono ancora una volta i tagli che hanno creato malumore in tutti. Dalla Sanità alle pensioni fino alla sforbiciata sugli organici della scuola.

Sanità, scuola e pensioni. Partiti (e ministri) sulle barricate

Sul primo fronte scendono in campo le Regioni. “Le risorse previste in Manovra sulla sanità sono insufficienti”: è questa la linea emersa all’unanimità dalla conferenza delle Regioni convocata in seduta straordinaria per fare il punto sulla legge di Bilancio. Nell’incontro è arrivata dai governatori la richiesta di “un incremento del fondo sanitario nazionale”. Che è stato aumentato di 2,4 miliardi in più per il 2027, che arrivano a 3,4, solo considerando il miliardo stanziato nella Manovra precedente.

Non basta però alle Regioni, che di miliardi ne avevano chiesti 18 in più in tre anni. Ad accendere il dibattito erano state le recenti parole di Attilio Fontana e di Guido Bertolaso, secondo cui nella Manovra “i tagli previsti per la sanità sono davvero insostenibili per tutte le Regioni e anche per noi”. La stima per la sola Lombardia è di “quasi mezzo miliardo e questo significa non riuscire a completare il lavoro sulle liste di attesa”. Si lamentano anche i Comuni.

Poche fiammelle

“Una Manovra restrittiva” con solo “piccole fiammelle” di risorse, afferma il presidente dell’Anci, Gaetano Manfredi. La legge, sottolinea Manfredi, è restrittiva soprattutto su “alcuni temi sollevati da noi, come l’assistenza scolastica alla disabilità che assorbe quasi 1 miliardo di euro ed è coperta a livello centrale con poco meno di 200 milioni, e sul caro energia dove ci aspettavamo e ci aspettiamo delle risposte perché i bilanci dei comuni sotto sotto pressione”. Nella Manovra, aggiunge, ci “sono solo un po’ di risorse per minori non accompagnati e un avvio di finanziamento per la polizia municipale dove, a fronte di 12mila persone in meno, c’è la copertura solo per 1000”.

A sua insaputa

Ma a protestare sono gli stessi partiti di maggioranza e i ministri. Dopo Matteo Salvini, anche Giuseppe Valditara scopre che i tagli alla scuola sono a sua insaputa. Il ministro dell’Istruzione interviene nel question time sulla Manovra e assicura che la volontà è quella di cancellare la misura che prevede i tagli al personale docente e scolastico nel corso dell’iter parlamentare.

Dopo le proteste della Lega, a cui i meloniani vogliono negare il fondo da 850 milioni per Quota 64, Forza Italia fa sapere “che la Manovra andrebbe migliorata ma, considerando la complessità della situazione internazionale e le risorse disponibili, anche il Mef dovrebbe fare la sua parte per trovare le coperture adeguate”. Agli azzurri quello che sta a cuore è soprattutto la questione della rivalutazione delle pensioni.