Donald Trump lo ha ammesso candidamente: โSรฌ, ho telefonato al presidente della Fifa Gianni Infantino per parlare del cartellino rosso inflitto all’attaccante americano Folarin Balogunโ. E sรฌ, riteneva che lasciare fuori uno dei giocatori simbolo degli Stati Uniti avrebbe “macchiato” il Mondiale. Anzi, รจ arrivato a sostenere che una partita senza Balogun sarebbe stata “truccata, come le elezioni”, evocando ancora una volta il fantasma del complotto che lo accompagna da quando ha lasciato la Casa Bianca la prima volta.
Poi รจ arrivata la precisazione. “Non gli ho detto cosa fare”. “Ho solo chiesto una revisione”. “ร stato un comitato a decidere”. Sarร , ma il fatto certo รจ che poche ore dopo quella telefonata, la Fifa ha sospeso la squalifica automatica e Balogun รจ tornato regolarmente a disposizione della nazionale americana nella partita contro il Belgio. Una follia.
Per Trump le regole valgono per tutti, tranne per lui
Infatti, che ci sia stato o meno un rapporto diretto tra la telefonata e la decisione disciplinare (e nessuno sul pianeta mette in dubbio che si sia stato), una cosa appare giร di per sรฉ sconcertante: il presidente Usa ritiene del tutto normale chiamare il numero uno del calcio mondiale per discutere di una sanzione prevista dal regolamento. Perchรฉ per Trump le norme non sono uguali per tutti e possono/devono essere piegate e indirizzate a suo piacimento.
ร la logica di Trump. Quella del bambino prepotente che, quando il gioco non gli piace piรน, pretende di cambiare le regole. Se perde un’elezione, allora le urne sono truccate. Se un giudice lo processa, il magistrato รจ corrotto. Se un’universitร non si piega alle sue richieste, va punita. Se un arbitro espelle un giocatore americano, allora il fallo “non c’era”, il direttore di gara diventa “sospetto” e il regolamento va rivisto. E tutti devono essere silenziosi spettatori.
Ma il problema รจ la sudditanza di Infantino
Il problema, perรฒ, non riguarda soltanto il presidente Usa. Riguarda la sudditanza dimostrata da Infantino. Negli ultimi mesi il capo del calcio mondiale รจ stato ospite di Trump in piรน occasioni, ha partecipato agli eventi organizzati nel per-Mondiale, ha ricambiato gli elogi del tycoon consegnandogli perfino un fantomatico “Premio FIFA per la Pace” e si รจ prestato alle iniziative diplomatiche piรน discutibili, come il progetto di una partita simbolica per Gaza.
Del resto, il punto non รจ stabilire se Balogun meritasse davvero l’espulsione. A vacillare รจ il principio sacrosanto secondo cui le regole (almeno nello sport) sono uguali per tutti. Un punto del quale gli Stati Uniti avevano sempre retoricamente fatto un vanto. Fino a ieri.
Malagรฒ: “Un’assurditร ”. Morace: “Una mazzata per lo sport”
Le reazioni, per fortuna, sono state durissime. Per il presidente della Federcalcio Giovanni Malagรฒ si tratta di “un’assurditร ” dal “evidente sapore politico”, oltre che di “un precedente pericolosissimo”. “Quando vedi una decisione cosรฌ a favore di una parte – ha osservato – perde la meritocrazia che รจ la base del calcio”.
Ancora piรน netta l’eurodeputata 5S ed ex giocatrice, Carolina Morace, secondo cui “il caso Balogun รจ una mazzata per lo sport”. Per l’ex ct della Nazionale femminile, “una squalifica automatica non dovrebbe mai essere sospesa dopo una telefonata tra il presidente di un Paese e il presidente della Fifa”, perchรฉ “il problema adesso non รจ piรน solo un cartellino rosso, ma la credibilitร stessa delle regole”.
Durissima anche la reazione della Royal Belgian Football Association, che denuncia di non aver ricevuto alcuna spiegazione sulla procedura seguita dalla Fifa. La federazione belga sostiene di aver semplicemente chiesto chiarimenti, vedendosi invece trasformare quella richiesta in un ricorso dichiarato immediatamente inammissibile, senza che venisse fornita copia della decisione o dei presupposti giuridici della sospensione della squalifica.
Anche la Federcalcio tedesca ha chiesto che venga fatta piena luce sulla telefonata tra Trump e Infantino: “L’impressione che vi sia stata un’influenza attiva della politica sullo sport deve essere dissipata rapidamente e in modo convincente. ร in gioco l’integritร della competizione e la credibilitร della Fifa”.
La Uefa in campo contro la Fifa: “Oltrepassata una linea rossa”
Non a caso la reazione piรน dura รจ arrivata dalla Uefa, che in una nota ufficiale ha accusato la Fifa di aver oltrepassato “una linea rossa”. “Il calcio, come ogni altro sport, si fonda sulle regole, che costituiscono la base di una competizione leale, onesta e trasparente. Talvolta le regole possono essere soggette a interpretazione. In questo caso, no”, scrive la federazione guidata da Aleksander ฤeferin.
Per la Uefa la squalifica automatica minima dopo un’espulsione รจ un principio vincolante, non una facoltร discrezionale, e non puรฒ essere oggetto di eccezioni nel corso dello stesso torneo, tanto piรน dopo che altri giocatori hanno regolarmente scontato la loro giornata di stop. Il verdetto finale รจ una bocciatura senza appello.
“Quando la certezza delle regole non รจ piรน garantita da chi รจ chiamato a custodirle, l’integritร del gioco viene messa a rischio e la credibilitร della competizione risulta compromessa”. Basta una telefonata dell’uomo piรน potente del mondoโฆ