Scelte dolorose adesso per evitare danni peggiori dopo. Conte in guerra con il virus. Epidemia subdola e repentina

di Laura Tecce
Politica

Lo scenario tracciato da Giuseppe Conte nella sua informativa di ieri, prima in Aula a Montecitorio e poi subito dopo a Palazzo Madama, sui contenuti dell’ultimo Dpcm con le misure di contenimento della pandemia, non è dei migliori: nel primo appuntamento il premier ha sottolineato quanto sia “difficile tracciare le catene di trasmissione”, aggiungendo che “il quadro epidemiologico sta esercitando una forte pressione sul Sistema sanitario nazionale”. Conte ha poi definito “subdola e repentina” l’impennata della curva: “I dati delle ultime settimane indicano una curva epidemiologica in rapida crescita, l’indice Rt ha raggiunto la soglia critica di 1,5 e il numero di nuovi positivi è cresciuto in maniera preoccupante, le misure messe in campo hanno dunque l’obiettivo di “mitigare e raffreddare” l’andamento della pandemia.

Poi una precisazione: “Non abbiamo mai affermato di essere fuori dal pericolo e da una condizione di necessaria allerta” e sempre sull’azione dell’esecutivo, il premier ha sottolineato come l’esecutivo si sia attenuto ad evidenze scientifiche, spiegando che “le misure introdotte si fondano sulle indicazioni e raccomandazioni elaborate dai nostri esperti e scienziati, nell’ambito di protocolli internazionali formulati per il contrasto alla pandemia. L’epidemia in rapido peggioramento risulta compatibile a livello nazionale con lo scenario di tipo 3 con rapidità di progressione maggiore in alcune Regioni italiane”.

Al Senato, Conte ha precisato ancora che la scelta di sospendere o ridurre le attività in alcuni settori non deriva dal mancato rispetto di misure di sicurezza, che sono state adottate anche a prezzo di sacrifici, ma che “Una scelta così radicale e dolorosa è legata all’esigenza di ridurre un contagio diffuso e esponenziale, riducendo le occasioni di socialità specie in quei contesti in cui è più facile che venga abbassata la guardia”. In quest’ottica, lo stop ai cinema, ai teatri, agli spettacoli, in particolare, “è stata una scelta tra le più dolorose. E proprio su questi punti – cioè sulla rispondenza fra misure messe in atto per fronteggiare l’emergenza e le indicazioni ricevute dal Comitato tecnico scientifico, ma anche sulle misure economiche da adottare per il ristoro delle aziende – la conferenza dei capigruppo della Camera ha stabilito che mercoledì prossimo il presidente del Consiglio torni in Aula stavolta per comunicazioni le quali, a differenza dell’informativa, prevedono votazioni su specifiche mozioni depositate da maggioranza e opposizioni.

In ogni caso Conte ha fatto proprio l’appello del Capo dello Stato e ha invitato le opposizioni a collaborare “Questo, se mi permettete, è davvero il momento di restare uniti”, sottolineando che “il governo ce la metterà tutta per mettere in sicurezza il Paese”, anche coordinandosi a livello europeo, in quanto “senza una risposta coordinata a livello Ue e sul piano globale, nessuno stato da solo può superare la crisi sia sul piano sanitario che economico”. Nel pomeriggio di ieri il premier ha infatti partecipato, in videoconferenza con gli altri capi di Stato e di governo dell’Ue, ad un summit coi vertici delle istituzioni comunitarie nel quale la presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha illustrato il pacchetto di proposte che l’esecutivo comunitario ha adottato mercoledì scorso e che mira a favorire un adeguato coordinamento sul piano sanitario, in particolare sulle strategie di test e sul vaccino anti-Covid. L’attenzione dell’Unione Europea rimane alta, tanto più a seguito della recrudescenza dei contagi ovunque nel nostro continente in queste ultime settimane.