Scioperi revocati, trovata l’intesa Governo-sindacati. Rivisto l’elenco delle attività essenziali dopo un vertice fiume

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Dopo ventiquattro ore di passione, il rischio di scioperi in numerosi settori è scongiurato. L’annuncio è arrivato ieri al termine dell’incontro tra i ministri dell’Economia, Roberto Gualtieri, e dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli (nella foto), ed i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil. Un accordo il cui effetto, come chiesto dai rappresentati delle associazioni di categoria dei lavoratori, porterà alla revisione dell’elenco delle attività essenziali da inserire nel Dpcm.

Un risultato che dovrebbe fermare l’ondata di scioperi, iniziati ieri in Lombardia, evitando una paralisi del Paese che come ha detto Giuseppe Conte: “Il nostro Paese non può assolutamente permettersi”. È stato fatto “un grande lavoro comune ottenendo un ottimo risultato nella direzione di tutelare la salute di tutti i lavoratori e di tutti i cittadini”, hanno commentato Cgil, Cisl e Uil in una nota unitaria. Come spiegano i sindacati, grazie alla disponibilità del Governo che non è rimasto fermo sulle proprie posizioni ma ha capito le criticità che gli sono state presentate, “abbiamo rivisitato l’elenco” ed è “stato tolto tutto ciò che non era essenziale, visto il momento difficile che stiamo vivendo”.

BENZINAI IN AGITAZIONE. Ma non è tutto oro quel che luccica. Resta ancora sul tavolo la spinosa questione dei distributori di carburante che, senza rischio di dire banalità, sono a dir poco essenziali per l’approvvigionamento di medicinali e beni di prima necessità. La categoria è sul piede di guerra non tanto per i timori di contagio o perché ritiene che dovrebbe essere esclusa dall’elenco delle attività indispensabili ma per problemi economici dovuti al crollo, stimato nell’85%, dei loro introiti.

Per i sindacati, si legge in una nota, i “gestori in assenza di interventi immediati di sostegno non sono più nelle condizioni di sopportare, sia sotto il profilo sanitario che sul piano economico, l’onere necessario ad assicurare la continuità e la regolarità del servizio essenziale di cui qui si parla”. Per questo ora chiedono aiuto al ministro Patuanelli che, fortunatamente, ha calmato le acque tanto che i rappresentanti, dopo una riunione in videoconferenza, hanno affermato: “Noi insieme con i Gestori nostri associati lottiamo per rimanere aperti, non per chiudere”.