Sciopero scuola 25 marzo 2022: le motivazioni e chi partecipa alle proteste

Sciopero scuola 25 marzo 2022 le motivazioni
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Sciopero scuola 25 marzo 2022: le motivazioni della protesta che rischia di bloccare l’ambiente scolastico per l’intera giornata. Diversi i punti che hanno mosso sindacati e personale ad avanzare un’intera giornata di blocco. Non c’è pace per la scuola, dopo gli studenti ecco il personale didattico.

Sciopero scuola 25 marzo 2022: le motivazioni

Per tutta la giornata del 25 marzo 2022, la scuola si ferma. Tra le motivazioni dello sciopero ci sono la “riduzione del numero di alunni per classe, il mancato stanziamento di risorse in misura sufficiente, con il rinnovo del Ccnl di Lavoro del comparto Istruzione e Ricerca, la mancata assegnazione di un’indennità di rischio Covid-19 e dell’organico aggiuntivo cosiddetto “Covid” e di una deroga ai vincoli di permanenza per il personale docente assunto a tempo indeterminato dal 1° settembre 2020 non consente a oggi di poter chiedere assegnazione provvisoria o utilizzazione, con, anzi, un inasprimento dei vincoli di permanenza nelle sede a decorrere dall’a.s. 2022/2023 per tutti coloro che otterranno trasferimento in altra provincia”.

Inoltre, c’è urgenza di stabilizzare tutti i precari della scuola che hanno prestato servizio con contratti a tempo determinato per almeno tre anni, come pure di prevedere la conferma nei ruoli dei diplomati magistrale assunti in virtù di provvedimenti giudiziari e il mancato reintegro di quelli che hanno già subito la rescissione del contratto a tempo indeterminato.

Chi partecipa alle proteste

Lo sciopero riguarda il personale del settore  “Istruzione e Ricerca” e dell’Area dirigenziale, i docenti universitari e tutto il personale della formazione professionale e delle scuole non statali.  Abbiamo atteso fin troppo tempo – ha detto Marcello Pacifico, presidente Anief – sperando in un’azione finalmente efficace per affrontare i tanti problemi che attanagliano le nostre scuole. La nostra fiducia non è stata però ripagata: il contratto sul rinnovo del contratto si basa su risorse insufficienti e quello sulla mobilità è addirittura peggiorativo rispetto al 2021; la gestione del personale in tempo di Covid si è poi trasformata in un vero accanimento contro i non vaccinati; per non parlare del reclutamento, che continua a non prevedere il doppio canale e la conferma di chi è stato assunto con riserva. Lo sciopero del 25 marzo servirà a ricordare tutto questo”, conclude Pacifico.

Tra i sindacati che hanno avanzato lo sciopero ci sono:

  • SISA – Sindacato Indipendente Scuola e Ambiente: per tutto il personale docente, dirigente ed ata, di ruolo e precario, in Italia e all’estero;
  • ANIEF – per tutto il personale docente, Ata ed educativo, a tempo indeterminato e determinato, delle istituzioni scolastiche ed educative;
  • FLC CGIL – tutto il personale del comparto istruzione e ricerca e dell’area della dirigenza.