L’appello di Papa Leone XIV ai seguaci della Fraternità San Pio X per evitare una dolorosa frattura in seno alla Chiesa è caduto nel vuoto. Con la messa di consacrazione di quattro nuovi vescovi senza l’autorizzazione del Vaticano, celebrata a Econe, in Svizzera, si consuma il tanto temuto scisma da parte dei cosiddetti Lefebvriani.
La celebrazione, presieduta da monsignor Alfonso de Galarreta e trasmessa in diretta sui social con traduzione in sei lingue, rappresenta quella frattura che ieri il Pontefice aveva tentato di scongiurare con un appello ai fedeli della fraternità, chiedendo loro di desistere da quello che aveva definito un atto “grave” e implorandoli di non “lacerare” la Chiesa.
I quattro vescovi nominati sono: don Pascal Schreiber (Svizzera), don Michael Goldade (Stati Uniti), don Michel Poinsinet de Sivry (Francia) e don Marc Hanappier (Francia).
Da parte sua, il Superiore Generale della Fraternità, don Davide Pagliarani, nell’omelia è tornato a chiedere all’autorità ecclesiastica di “comprendere queste consacrazioni”, definendole un “evento storico, uno spartiacque davanti al quale è impossibile restare indifferenti”.
Scisma nella Chiesa cattolica, i Lefebvriani sfidano Papa Leone XIV e tirano dritto: consacracati senza autorizzazione quattro nuovi vescovi
Tuttavia, questo atto di forza da parte dei Lefebvriani, norme vaticane alla mano, comporterebbe la scomunica automatica e il conseguente scisma dalla Chiesa cattolica che, secondo quanto trapela, potrebbe essere comunicato formalmente dal Vaticano già in giornata o al massimo nei prossimi giorni.
Una scomunica che richiama quanto avvenuto 38 anni fa, il 30 giugno 1988, quando Marcel Lefebvre consacrò quattro vescovi senza l’autorizzazione di Giovanni Paolo II. In quell’occasione, pochi giorni dopo, arrivò la scomunica per Lefebvre, per l’allora vescovo co-consacrante Antonio de Castro Mayer e per i quattro nuovi vescovi: Bernard Fellay, Bernard Tissier de Mallerais, Richard Williamson e Alfonso de Galarreta.
Giovanni Paolo II parlò di “un atto di disobbedienza” e lo qualificò come “atto scismatico”. Una crisi che sembrò rientrare il 21 gennaio 2009, quando Benedetto XVI revocò la scomunica ai vescovi della Fraternità Sacerdotale San Pio X attraverso un decreto della Congregazione per i vescovi, accogliendo una lettera di Bernard Fellay del 15 dicembre 2008.
Quel gesto aveva alimentato la speranza di una riconciliazione definitiva, ma il percorso è naufragato con le consacrazioni odierne.