Scommesse, aiuti e il nodo controlli sui club di Serie A. Ecco il piano del ministro Abodi per rilanciare il disastrato calcio italiano

La ricetta di Abodi per il calcio? Scommesse e nuovi stadi privati (ma pagati dal pubblico). Il nodo controlli sui reali proprietari dei club

Scommesse, aiuti e il nodo controlli sui club di Serie A. Ecco il piano del ministro Abodi per rilanciare il disastrato calcio italiano

“Una parte delle scommesse deve essere riconosciuta agli organizzatori dell’evento sportivo su cui si scommette”. Così ieri il ministro Andrea Abodi, audito dalla settima Commissione del Senato, illustrando il suo piano per il rilancio del disastrato calcio italiano, ha riaperto la porta alle scommesse. Un piano il suo che di fatto è un continuo cedimento alle richieste (e ai veti) dei club.

Aiuti (pubblici) per gli stadi (privati)

Non solo sulle scommesse, ma anche sugli stadi nuovi, quelli formalmente a carico dei privati, ma che necessitano dell’aiutino di stato… “I tre miliardi e mezzo di investimenti mobilitabili per gli stadi in cantiere, inteso come iter amministrativo, in parte destinati ad Euro 2032, partendo da Milano e Roma, sono esclusivamente finanziamenti privati, che rispettiamo e cerchiamo di agevolare”, ha detto il ministro.

Salvo poi aggiungere: “Le uniche risorse pubbliche che metteremo a disposizione sono quelle destinate all’equity che concorre alla chiusura di un quadro economico che si è modificato negli anni. Si fa un’operazione di supporto con la prospettiva che i 5-6 cantieri partano tra la fine dell’anno e l’inizio del prossimo”. Che, tradotto, significa, il pubblico concorrerà alle spese.

Zero controlli sui reali proprietari, perché la Serie A è sicura così

Ma se si danno denari pubblici, in teoria, si dovrebbero aumentare anche i controlli. Ma non per il calcio… Abodi ha ricordato i compiti della commissione indipendente per i bilanci, che però ad oggi non si è mai neanche riunita. Tuttavia ha assicurato che “al momento non appaiono profili di rischio sugli assetti proprietari della Serie A. Per quanto sia cresciuto il numero di proprietà straniere in Serie A e per quanto si annidi sempre il rischio di non avere piena contezza chi sia dietro l’angolo, le regole dei mercati finanziari rendono sempre più limitati i profili di rischio circa la natura dei fondi o delle proprietà. Il mercato finanziario preserva un minimo di privacy, ma non ci sono motivi di rischio”.

Un discorso opinabile se si pensa al numero dei fondi di investimento che posseggono club di Serie A. Per Abodi però qualche problemino ci sarebbe in Lega Pro (le squadre delle leghe minori sono spesso utilizzate come grandi lavatrici di fondi neri). “Abbiamo evidenze, soprattutto in Lega Pro, di assetti proprietari che hanno delle lacune, perché i controlli devono garantire che chi inizia un campionato deve garantire di poterlo finire”, ha sottolineato, “In Lega Pro ci sono troppe situazioni, per una serie di ragioni, di società escluse in corso d’opera e questo falsa i campionati”, ha concluso il ministro.