Scuola, Renzi prova a mediare per salvare le assunzioni. Si punta a ridurre gli emendamenti. Ma spunta l’ipotesi voto di fiducia

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Questa volta il muro non sembra poter essere abbattuto. L’appello di Matteo Renzi per ridurre il numero degli emendamenti al ddl buona scuola per il momento è rimasto inascoltato. Una richiesta in tutte le salse da Porta a Porta a Facebook, passando per una nota inviata alla minoranza del Partito democratico. Ma il premier ha ricevuto solo picche. E allora le 100mila assunzioni degli insegnanti precari rischiano ogni ora che passa di slittare al 2016. In commissione Cultura al Senato i relatori hanno ottenuto una sospensione dei lavori fino a martedì prossimo. C’è altro tempo per provare a mediare quindi e sperare che venga ritirata una parte degli emendamenti.

TEMPI STRETTI
“Per la prima volta un Governo mette più soldi (tanti) sulla scuola perché per noi è strategico. In molti però hanno contestato questo provvedimento chiedendone il ritiro e dicendo che avrebbe distrutto la scuola pubblica”, scrive su Facebook Renzi,. “Al Senato il provvedimento è bloccato da migliaia di emendamenti. O questo provvedimento è una sciagura, come dice chi protesta. Oppure, come pensiamo noi, può essere migliorato Discutiamo, facciamo modifiche, ma poi votiamo. Altrimenti saltano gli investimenti. Noi ci siamo, pronti al confronto fin dalla prossima conferenza nazionale sulla scuola”. Da sindacati e opposizioni l’accusa al Governo resta sempre la stessa, quella di usare un’arma ricattatoria nei confronti dei precari. Nel Pd sono ore crucuiali e dalla minoranza del Partito democratico ci sarebbe anche la volontà per ritirare gli emendamenti d’area. Il vero freno viene tirato da Movimento 5 Stelle e Sel. I tempi però sono quasi proibitivi per giungere ad una soluzione definitiva. “Temo che le immisisoni per quest’anno non saranno più possibili”, avverteanche il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, “Ma un estremo tentativo è in corso”.

IPOTESI ESTREME
Ci sono anche altre due strade possibili da compiere. Secondo quanto trapela da fonti palazzo allo studio ci sarebbe l’ipotesi di un piano intermedio che prevede l’ingresso, già a settembre, di un numero di docenti tra i 30 e i 50mila, in grado di garantire il turn over e l’organico di diritto. Il Governo, però, punta a completare l’intera riforma insieme all’assunzione dei 100mila relatori. Ipotesi più realistica, se entro martedì l’ostruzionismo non dovesse cessare, è quella di andare avanti con l’ipotesi di saltare la commissione con un maxiemendamento che mandi in Aula, a Palazzo Madama, senza relatori il provvedimento, sul quale poi mettere la fiducia. Renzi non ci sta proprio a passare per quello che fa saltare l’assunzione dei 100mila precari e, in ques’ottica, va letta l’apertura alla minoranza dem per discutere la riforma anche con una conferenza sulla scuola, ad inizio luglio. Ma la proposta che arriva dalla minoranza Pd come offerta di pace resta quella di scorporare le assunzioni dal resto della riforma. Sono ancora sei i giorni di tempo per uscire dall’impasse.