Se cade Conte si torna al voto. E i renziani battono in ritirata. Siglato l’armistizio con Italia Viva. La Bellanova fa retromarcia sulle dimissioni

di Raffaella Malito
Politica

Italia viva continuerà a lavorare per il Paese”. Ad annunciarlo è la ministra renziana Teresa Bellanova (nella foto) che fino a 24 ore prima minacciava le dimissioni qualora la norma sulla regolarizzazione dei lavoratori invisibili, soprattutto, quelli nei campi non dovesse passare. Per fugare dall’orizzonte le minacce renziane il premier Giuseppe Conte ieri ha invitato a Palazzo Chigi una delegazione di Iv: Ettore Rosato, Maria Elena Boschi, Davide Faraone e appunto la Bellanova, che posta una foto sui social dell’incontro, assicurando che il partito cui appartiene “continuerà a lavorare per il Paese”.

PACE OBBLIGATA. “Per ripartire serve un progetto per l’Italia, come Italiashock: investimenti, infrastrutture, opere pubbliche per rilanciare l’economia”, scrive Bellanova. E le sue dimissioni? sono ancora sul tavolo? “Sul tavolo c’è un provvedimento che riguarda i problemi seri di un comparto importante per l’economia italiana come quello agricolo. Mi sembra che nel governo ci sia un orientamento positivo”, dichiara al termine del vertice Ettore Rosato. E “positivo” è il giudizio che il presidente di Iv dà dell’incontro: “Nelle prossime settimane lavoreremo con il premier per definire le priorità”. Un nuovo faccia a faccia si terrà nei prossimi giorni.

Diversi i temi sul tavolo: dal piano shock per le infrastrutture alla regolarizzazione dei lavoratori immigrati, dagli aiuti alle imprese al tema delle scarcerazioni dei boss e delle riaperture nella fase 2. Su molti di questi, Iv ha preso posizione contro gli altri partiti della maggioranza, dicendo no a un intervento per ricapitalizzare con fondi pubblici le imprese, sostenendo la necessità di accelerare sulle riaperture e sui permessi di soggiorno. E, pur non chiedendo ora le dimissioni del Guardasigilli perché loro sono “garantisti”, i renziani non hanno nascosto il loro disappunto nei confronti di Alfonso Bonafede verso cui già sulla prescrizione avevano minacciato la sfiducia. Ma Iv ha alzato polveroni anche sul fronte scuola e su quello del calcio con gli attacchi al ministro Vincenzo Spadafora.

Ma al momento non c’è voglia di rompere. E il premier da parte sua offre dialogo ma chiede in cambio lealtà. Si allontana allora la possibilità che i renziani possano convergere col centrodestra sulla mozione di sfiducia verso Bonafede che Lega FI e FdI hanno depositato. L’impressione è che Renzi, forte dei suoi 17 senatori, si senta determinante per la tenuta del governo ma allo stesso tempo tema un ritorno prematuro alle urne. E il Quirinale ha fatto capire con chiarezza che a questo governo l’unica alternativa è il voto. Nessuno spazio dunque per i sogni di un governo di larghe intese guidato un nuovo inquilino a Palazzo Chigi. Renzi incassa pure il no di FI: “Non ho molto tempo per occuparmi di giochi di palazzo”, gli dice Silvio Berlusconi.

Alla vigilia dell’incontro con Italia Viva, Conte ha inteso svelenire il clima (da Iv “stanno arrivando importanti contributi”) e spiegato di voler valorizzare tutte le proposte della maggioranza. E già perché ci sono anche gli altri alleati, sufficientemente irritati con l’ex premier. A partire dal Pd. Nicola Zingaretti difende sì la proposta Bellanova ma poi parla di “rigidità per ragioni di visibilità politiche”. E ribadisce: l’alternativa a questo governo è il voto, precisando che il Pd non si presterà “mai al ritorno della politica del chiacchiericcio, degli sgambetti, dei giochi di Palazzo”. Alla richiesta dem di un taglio della burocrazia e di un accelerazione sugli investimenti una prima risposta potrebbe arrivare già nel dl maggio che potrebbe anticipare misure che più compiutamente verranno affrontate in un secondo provvedimento per le semplificazioni e lo sblocco di opere e cantieri.