La sfiga è di sinistra, ma nel Pd non hanno rivali ad attirarsela

Pd Letta
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Mai interrogativo fu più profetico di quello posto da Giorgio Gaber. “Ma cos’è la destra, cos’è la sinistra…”, si chiedeva il cantautore tra le note della sua impietosa e dissacrante fotografia del Paese. Correva l’anno 1994, quello dell’avvento del berlusconismo, ma, oltre un quarto di secolo dopo, rimarrebbe sbalordito persino lui nel costatare quanto la sua Destra-Sinistra sia ancora oggi tanto attuale.

E farebbe bene a riascoltarla soprattutto il Pd, erede di quella sinistra, o presunta tale, che sembra sempre di più la destra dalla quale Gaber faticava a distinguerla. Ci troverebbe tanti argomenti sui quali riflettere. Qualche esempio? “Il pensiero liberale è di destra, ora è buono anche per la sinistra”.

Devono averlo preso alla lettera al Nazareno quando si sono sbrigati a dare il via libera allo sblocco dei licenziamenti invocato da Confindustria, dimenticandosi la riforma degli ammortizzatori che avrebbe dovuto alleviare gli effetti della prevedibile macelleria sociale che ne sarebbe seguita. “È la passione, l′ossessione della tua diversità, che al momento dove è andata non si sa”.

Così, in piena crisi di identità, il Pd di Enrico Letta è riuscito a mandar giù senza vomitare la riforma della Giustizia della Cartabia – fotocopia di quella di Berlusconi, prima delle correzioni imposte da Conte – mentre ora alcuni suoi esponenti di punta se ne vanno in giro a firmare allegramente pure i referendum di Salvini. Diceva Gaber che “la sfiga è sempre di sinistra”. A sinistra, del resto, non hanno mai avuto rivali ad attirarsela.