Siria, il Califfato colpisce ancora: oltre 120 morti. Kamikaze si fanno saltare in aria nelle città di Tartus e Jableh

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Lo Stato Islamico torna a far strage di sangue in Siria. Due città situate sulla costa, Tartus e Jableh, roccaforte del regime di Damasco sono state teatro di una raffica di attentati in simultanea, che hanno causato almeno 121 morti, e altrettanti feriti. Lo ha riferito l’Osservatorio siriano per i Diritti Umani. Subito dopo, l’Is ha rivendicato gli attentati attraverso l’agenzia di stampa Amaq, secondo cui gli attentatori hanno colpito “assembramenti di alawiti” nelle due città. E’ la confessione islamica minoritaria di cui fa parte anche il presidente siriano Bashar al-Assad. “Si tratta degli attentati più sanguinosi in queste due località dall’inizio della guerra, cinque anni fa”, ha riferito il direttore dell’Osservatorio, Rami Abdel Rahman. Di preciso, a Jableh, nella provincia di Latakia, dove è situata una base navale russa, quattro diverse esplosioni hanno colpito quartieri residenziali e la zona vicino all’ospedale cittadino. A Tartus, invece, che si trova sempre sulla costa ma 60 chilometri più a sud, ci sono state tre esplosioni alla stazione di autobus: un’autobomba all’ingresso, mentre due kamikaze si sono fatti saltare all’interno.