Siria, il rapporto Onu sulle armi chimiche. Dopo gli accordi, la relazione potrebbe riaccendere le tensioni

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Mentre l’opinione pubblica si interroga ancora sulle possibilità di attuazione del piano, messo a punto dal segretario di Stato americano, John Kerry, e dal ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, per il controllo delle armi chimiche siriane, cresce l’attesa per il rapporto Onu sull’uso dei gas in Siria. Relazione che gli ispettori consegneranno oggi al Consiglio di Sicurezza e che verrà illustrata dal segretario generale Ban Ki-moon oggi pomeriggio, alle 17.15 italiane. Secondo le prime indiscrezioni, nel documento emergerebbero responsabilità del regime.  Intanto, però, Damasco esulta per l’accordo, e il ministro per la Riconciliazione, Ali Haidar, spiega che la sua soddisfazione “perché da una parte l’intesa aiuta i siriani ad uscire dalla crisi, dall’altra permette di evitare la guerra contro la Siria avendo privato di argomenti coloro che la volevano lanciare”. E Damasco, sottolinea il ministro dell’Informazione, Omran al-Zubi, si “impegna ad applicare tutto quello che arriverà dall’Onu” e “sta preparando una lista delle armi chimiche” in proprio possesso. Un chiaro messaggio al presidente americano Obama, che dal canto suo ribadisce come Usa e Russia abbiano come sempre lavorato insieme con l’obiettivo di “evitare il caos”. Il presidente degli Stati Uniti, però, non rinuncia a rispondere all’intervento di Putin pubblicato venerdì scorso sul New York Times: “Restiamo distanti su molte cose, ma su tante importanti questioni continuiamo a lavorare insieme”. E sul piano che ha portato all’accordo sul disarmo chimico del regime di Assad, Obama ha ribadito la sua fiducia in Putin, “anche se è ancora tutto da verificare”.

Francia-Gb-Usa pro risoluzione forte con precisa roadmap

Francia, Regno Unito e Usa vogliono una risoluzione Onu sulla Siria, legata alla distruzione delle sue armi chimiche, “forte, robusta e precisa” e che preveda un calendario di scadenze per il presidente siriano Bashar Assad. Lo ha fatto sapere un ufficiale francese vicino al presidente François Hollande, a condizione di anonimato, mentre oggi a Parigi si tengono incontri tra il segretario agli Esteri Usa John Kerry e le controparti francese Laurent Fabius e britannica William Hague. Ai colloqui sono presenti anche rappresentanti di Arabia saudita e Turchia. Kerry, Hague e Hollande hanno anche concordato di continuare a lavorare per una soluzione politica con l’opposizione, hanno riferito fonti ufficiali.

 

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