Sloviansk, dove si trova la città ucraina e perché è strategica per la guerra?

Sloviansk, dove si trova
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Sloviansk, dove si trova: la città ucraina potrebbe essere un nuovo sito strategico per l’avanzata delle truppe russe tanto da poter essere la sua eventuale conquista una svolta nel conflitto.

Sloviansk, dove si trova la città ucraina

La città di Sloviansk si trova in Ucraina a più di 300 miglia a est della capitale Kiev. Si tratta di una grande città, oltre 100mila abitanti. 555 chilometri è la distanza che separa Kiev da  Sloviansk.

La città non è nuova a conflitti, già nel 2014 è stata soggetta ad invasioni. Oggi, i civili sono già fuggiti nella maggior parte o lo stanno facendo in questi giorni. Dunque, il territorio della città è stato sconvolto dalla guerra del Donbass iniziata nel 2014. In particolare, il 12 aprile 2014 alcuni uomini a volto coperto avevano occupato il municipio, la centrale della polizia e l’ufficio locale dei servizi segreti ucraini. Oggi, si prepara ad essere un nuovo obiettivo dell’invasione da parte dei militari russi.

Perché è strategica per la guerra?

Sloviansk si trova un punto strategico per la guerra e per l’avanzata russa perché la sua conquista permetterebbe alle forze di Putin di ricongiungersi con il resto dell’esercito che sta cercando di conquistare del tutto la costa di Mariupol (che non è stata ancora definitivamente conquistata). Nel caso i due grandi schieramenti russi si ricongiungessero, quello a nord e quello a sud, si formerebbe una grande “sacca” che chiude a tenaglia le truppe ucraine, come ha sottolineato anche l’inviato di Repubblica. “Per i russi si tratterebbe di continuare a colpire la sacca con l’artiglieria e i bombardamenti aerei e di restringerla in modo progressivo fino alla completa distruzione – o fino alla resa – degli accerchiati. Se questo piano funzionasse, l’andamento della guerra comincerebbe a favorire in modo irrecuperabile i soldati russi e il presidente Vladimir Putin potrebbe annunciare di avere ottenuto dal conflitto quello che voleva: la messa in sicurezza delle cosiddette repubbliche autonome del Donbass, da lui riconosciute due giorni prima dell’invasione. Non sarebbe vero e non sarebbe abbastanza, perché i piani originali miravano al controllo di tutta l’Ucraina, ma sarebbe una vittoria politica”.