Soldi da Esselunga alla Lega. Chiesti 8 mesi per Centemero. Il tesoriere del Carroccio è accusato di finanziamento illecito

GIULIO CENTEMERO
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Si avvia alla conclusione il processo per finanziamento illecito a carico del tesoriere e deputato della Lega, Giulio Centemero. Al termine di una dura requisitoria, il pubblico ministero Stefano Civardi ha chiesto di condannare il parlamentare del Carroccio a otto mesi di reclusione. La Procura di Milano, secondo quanto raccontato dal magistrato, ha dimostrato che “il 13 giugno del 2016 per volontà di Bernardo Caprotti”, patron di Esselunga morto quello stesso anno, “sono stati erogati 40mila euro alla Lega”. Denaro che secondo l’accusa è stato “camuffato da liberalità nei confronti dell’associazione Più voci”, di cui Centemero era rappresentante legale, per “pagare i debiti della voragine aperta della Lega, che è Radio Padania”.

IL GIRO DI DENARO. In altre parole Più voci, nella quale oltre a Centemero figuravano anche i nomi dei revisori contabili della Lega ossia Andrea Manzoni e Alberto Di Rubba già condannati a Milano in un altro processo sull’acquisto di un capannone da parte di Lombardia Film Commission (leggi l’articolo), non sarebbe stata altro che “un’articolazione politico-organizzativa” del partito. Sempre secondo Civardi, l’associazione sarebbe entrata in campo in un momento piuttosto delicato per la Lega, col “processo di Genova in corso” e col “problema della confisca dei soldi che poi è arrivata” in relazione ai 49 milioni di euro spariti nel nulla.

In questa situazione complicata “il modo più semplice per finanziare la Lega era pagare i debiti, versare i soldi nella voragine aperta della Lega che è Radio Padania”. Peccato che l’ordinamento parla chiaro, ha spiegato il pm, in quanto “richiede che quando finanzi un partito devi dirlo, devi essere trasparente”, mentre “è reato quando lo fai senza ammetterlo” come sarebbe avvenuto in questo caso, secondo l’accusa, passando attraverso un’associazione.

Quel che è certo, prosegue Civardi, è che con quei 40mila euro ricevuti da Esselunga, sono state fatte “due cose” ossia è stata “finanziata Radio Padania con 10mila euro” mentre “30mila euro sono stati girati a Mc, che lo stesso Centemero indica come una società partecipata dalla Lega”. Quest’ultima avrebbe preso parte di quel denaro per pagare un “convegno del 25 giugno 2016 a Parma, organizzato dalla Lega per la costruzione del cantiere del centrodestra”.

Come se non bastasse, a conclusione della requisitoria Civardi ha fatto notare come nessuno “ha mai conosciuto l’associazione, che non esiste in pratica e che viene fuori su internet solo per l’altro processo in corso a Roma”, dove Centemero è imputato sempre per finanziamento illecito.

Nel novembre scorso, sempre Centemero, questa volta a Roma (leggi l’articolo), insieme all’ex tesoriere del Pd (ora senatore Iv) Francesco Bonifazi e all’ex presidente dell’assemblea capitolina Marcello De Vito (espulso dal M5s e passato a Forza Italia), era stato rinviato a giudizio nell’ambito del filone sul finanziamento illecito legato all’inchiesta sullo stadio della Roma (leggi l’articolo).