Qualche novità nel campo largo mentre continua il momento difficile per la coalizione di centrodestra. Le due principali novità degli ultimi sondaggi e, in particolare, di quella che è l’ultima rilevazione di Swg per il TgLa7 prima della pausa estiva, riguardano entrambe le coalizioni.
Nel campo largo si registra un nuovo calo, anche piuttosto marcato, del Pd. A cui però fa da contraltare un lieve recupero del Movimento 5 Stelle. Nel centrodestra, invece, questa settimana regge Fratelli d’Italia, ma perdono consensi sia Forza Italia che la Lega. E invece continua a guadagnare voti Futuro Nazionale, con il partito di Vannacci che stacca Avs e ora è vicinissimo agli azzurri. Entriamo nel dettaglio del sondaggio.
Sondaggi elettorali, male il Pd e Futuro Nazionale ha quasi ripreso Forza Italia
Dopo i cali delle scorse settimane, stavolta Fratelli d’Italia resta stabile al 27%. Riesce però a guadagnare ancora consensi sul Pd, che perde più voti di chiunque altro in questa settimana e si ferma al 20,6%, dopo una flessione dello 0,3%. Nel campo largo, come detto, va meglio al Movimento 5 Stelle che raggiunge il 13% grazie alla crescita di un decimo di punto negli ultimi sette giorni.
La situazione si fa più interessante andando avanti, con i partiti di destra: Forza Italia perde lo 0,2% e ora è al 7,4%. A questo punto deve guardarsi le spalle da Futuro Nazionale: il partito di Roberto Vannacci guadagna ancora tre decimi di punto e si attesta al 7,2%. Restano stabili Verdi e Sinistra, attualmente al 6,5%. Significativo anche il continuo calo della Lega, che perde ancora uno 0,2% e si ferma al 5,5%.
Minime le variazioni tra gli altri partiti. Azione guida la pattuglia di centro con il 3,3% dei voti nonostante un calo dello 0,1%. Guadagna invece la stessa percentuale Italia Viva, restando comunque al 2,4%. Stabili, invece, tutti gli altri partiti: +Europa all’1,2%, Noi Moderati, Sud chiama Nord e Ora!, tutti all’1%. Le altre liste raccolgono complessivamente il 2,9%, in aumento dello 0,3%. Infine, sale di ben tre punti la percentuale di chi non si esprime, ora al 30%.