Sondaggi politici: da Meloni a Schlein e Conte, ecco come i partiti tentano di consolidare la propria base in vista della battaglia referendaria

Sondaggi politici: da Meloni a Schlein e Conte, ecco come i partiti tentano di consolidare la propria base in vista del referendum

Sondaggi politici: da Meloni a Schlein e Conte, ecco come i partiti tentano di consolidare la propria base in vista della battaglia referendaria

Con l’avvicinarsi del referendum sulla riforma di Nordio, ormai distante appena sei mesi, si infuoca il clima politico italiano. I sondaggi politici, gli ultimi aggiornati a oggi 20 gennaio, fotografano un’Italia ancora prudente, ma sempre più attenta ai segnali che arrivano dai partiti, soprattutto in vista della consultazione popolare sulla Giustizia che potrebbe ridefinire equilibri e strategie.

Al centro della scena resta Giorgia Meloni, che continua a lavorare sul consolidamento del consenso di Fratelli d’Italia e sul mantenimento della stabilità dell’esecutivo di centrodestra, mentre le opposizioni tentano di intercettare un elettorato che appare sempre più mobile e meno fidelizzato rispetto al passato.

Meloni e Fratelli d’Italia: stabilità come parola chiave

Stando alle rilevazioni più recenti, Fratelli d’Italia mantiene una posizione di forza confermandosi, senza nessuna sorpresa, come primo partito d’Italia. Il dato più interessante, specie dopo un periodo di governo tanto lungo, è senza dubbio quello relativo alla tenuta del consenso. Del resto storicamente, dopo i primi due anni, gli esecutivi tendono a vedere un calo – spesso anche marcato – nelle intenzioni di voto degli italiani.

Una dinamica che non sembra riguardare Fratelli d’Italia. Appare indubbio che a rendere possibile questo andamento è la strategia, chiara e netta, della premier che punta tutto sulla continuità, sull’affidabilità e su una comunicazione che guarda direttamente all’elettorato moderato. In relazione alla prossima battalia per il referendum, gli analisti stanno notando come la Meloni sti facendo di tutto per evitare scossoni, rifuggendo da qualsivoglia ipotesi di legare l’esito del referendum alla tenuta dell’esecutivo. Si tratta di un messaggio rassicurante, quasi amministrativo, che sta portando risultati.

Il centrosinistra tra recupero e ridefinizione

Ben diversa la situazione nel campo dell’opposizione, con il Partito Democratico che è nel pieno di una “fase di assestamento”. I sondaggi, infatti, indicano un elettorato meno disperso rispetto ai mesi passati, ma ancora in cerca di una proposta politica riconoscibile e coerente.

Appare chiaro che la vera sfida del Pd in vista del referendum è quella di sfruttare questo appuntamento elettorale in un’occasione di mobilitazione, evitando, però, il rischio di ridurlo a una mera consultazione tecnica. L’obiettivo di Elly Schlein è quello di ricostruire un rapporto diretto con gli elettori, soprattutto con chi negli ultimi anni ha scelto l’astensione o il voto di protesta.

Nel frattempo, le altre forze progressiste cercano spazio su temi specifici – lavoro, ambiente, diritti – provando a differenziarsi. Ne è un esempio il Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte che pur cercando di trovare una propria strada, sta cerncado di evitare l’ulteriore frammentazione della coalizione del centrosinistra.

Centrodestra e alleati: equilibrio delicato

All’interno della maggioranza, la partita non è solo esterna ma anche interna. I partner di governo, ossia Forza Italia di Antonio Tajani e la Lega di Matteo Salvini, osservano i sondaggi con attenzione, consapevoli che il referendum potrebbe diventare un momento di ridefinizione dei rapporti di forza all’interno della coalizione di governo.

Al momento le percentuali restano relativamente stabili, ma emerge una competizione silenziosa tra i due partiti che si giocano il ruolo di seconda forza del centrodestra. Una partita che entrambi stanno cercando di combattere intercettando quei segmenti di elettorato che non si riconoscono più in un’unica sigla.

Un elettorato più prudente, ma non immobile

Ad ogni modo il dato più interessante che emerge dai sondaggi politici più recenti è la prudenza degli elettori che sembrano attendere che lo scenario politico si definisca con maggiore precisione. Infatti al momento non si registrano scossoni improvvisi, ma si nota la crescente attenzione che ripongono verso le decisioni politiche che impattano sulla vita quotidiana.

Proprio su questa apparente “indecisione” dell’elettorato, secondo gli esperti, si decideranno le sorti politiche del referendum e, forse, anche quelle delle prossime elezioni nazionali.