Poca fiducia in Giorgia Meloni, molti dubbi sulla leadership del campo largo e la volontà di tornare ad acquistare il gas dalla Russia per fronteggiare la crisi energetica. Sono questi gli scenari delineati dagli ultimi sondaggi e, in particolare, dalla rilevazione di Termometro politico.
Uno degli elementi che emerge con più forza dal sondaggio riguarda la preoccupazione delle famiglie di fronte alla crisi energetica scatenata dalla guerra in Iran. Così sempre più italiani si dicono favorevoli a un ritorno del gas acquistato dalla Russia, con la speranza che questo possa portare benefici in bolletta, mitigando gli aumenti di energia e gas.
Sondaggi politici, gli italiani non si fidano di Meloni
Gli italiani, intanto, non si fidano per nulla della presidente del Consiglio. Ben il 54,2% degli intervistati, infatti, sostiene di non fidarsi “per nulla” di Giorgia Meloni, un dato che supera quindi la metà dell’elettorato. E a cui aggiungere un 9,1% che dice di fidarsi “poco”. Nettamente minori le percentuali di giudizi positivi, con un 24,8% che si fida “molto” e un 11,7% che sostiene di fidarsi “abbastanza” della presidente del Consiglio.
Il ritorno del gas russo e gli Usa fuori dalla Nato
Un altro dato che emerge dal sondaggio riguarda l’acquisto del gas russo. Gli intervistati sono tendenzialmente favorevoli al ripristino degli acquisti di gas da Mosca. Quando viene chiesto se si è propensi al ritorno dell’acquisto di gas dalla Russia, la risposta è favorevole nel 39,4% dei casi: questi intervistati sostengono che sia necessario ripristinare scambi e rapporti diplomatici da subito. Il 12,1%, poi, ritiene che sia necessario farlo ma soltanto nel caso in cui la Russia non ci imponga di abolire le sanzioni.
C’è poi un 10,3% del campione che prende una posizione intermedia: chiede di evitare lo stop totale degli acquisti deciso dall’Ue ma senza tornare alle forniture precedenti alla guerra. Il 20,9%, ritiene invece che non ci convenga acquistare nuovamente il gas da Mosca perché così finiremmo per finanziare la prosecuzione della guerra in Ucraina e saremmo ancora sotto il ricatto di Putin. Infine, il 14,2% degli intervistati è contrario e sostiene che vadano interrotti immediatamente tutti gli acquisti che ancora facciamo di gas e petrolio russi.
Sempre sul fronte internazionale, gli italiani sono divisi sull’ipotetica uscita degli Usa dalla Nato. Sarebbe una buona notizia, in quanto gli Usa non sarebbero più un nostro alleato e dovremmo costruire un’alleanza militare europea, per il 22,3% del campione. Mentre il 24,1% ritiene che sarebbe una buona notizia perché la Nato andrebbe smantellata senza sostituirla con altri organismi.
Per l’11,6% degli intervistati, invece, sarebbe una cattiva notizia e la colpa viene imputata in questo caso agli europei che non vogliono aiutare gli Usa. Infine, la ritiene una cattiva notizia ma dando la colpa alle pretese assurde di Trump il 36,9% degli intervistati.
Sondaggi elettorali, le intenzioni di voto
Queste, invece, le intenzioni di voto emerse dal sondaggio:
- Fratelli d’Italia 28,4%
- Pd 22%
- Movimento 5 Stelle 12,4%
- Forza Italia 7,9%
- Lega 7,4%
- Alleanza Verdi-Sinistra 6,3%
- Futuro Nazionale 3,7%
- Azione 3%
- Italia Viva 2,6%
- +Europa 1,7%
- Democrazia Sovrana Popolare 1,2%
- Noi Moderati 1%
Gli elettori del campo largo in cerca di un nuovo leader
L’ultima domanda del sondaggio riguarda la leadership del campo largo e, in particolare, quale figura di centrosinistra potrebbe avere più possibilità di sconfiggere il centrodestra alle prossime elezioni politiche. La sfida tra gli attuali leader in campo è molto equilibrata: Silvia Salis è in testa con il 17,8% dei voti, seguita da Giuseppe Conte al 17,6% e da Elly Schlein al 15,1%. Ma la vera sorpresa è un’altra, perché gli elettori ritengono che nessuno di questi sia un leader realmente competitivo. Così il 40,4% sostiene che ci vorrebbe un altro leader, diverso da questi tre, per sconfiggere le destre alle elezioni.