25 Aprile, Piantedosi difende la Brigata ebraica: “Manovre diversive sulla bandiera di Israele”. La replica dell’Anpi: “Il ministro è male informato”

Il ministro difende la Brigata e sostiene il diritto di manifestare con la bandiera di Israele. La replica dell'Anpi: "E' male informato"

25 Aprile, Piantedosi difende la Brigata ebraica: “Manovre diversive sulla bandiera di Israele”. La replica dell’Anpi: “Il ministro è male informato”

“Trovo grave che non si parta dalla denuncia secca” dell’allontanamento della Brigata ebraica dal corteo del 25 aprile “ma si facciano manovre diversive” come quelle di “denunciare la presenza delle bandiere di Israele“. Lo ha detto il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, intervenuto all’evento organizzato dalla Prefettura di Milano con l’Osservatorio per la Sicurezza contro gli atti discriminatori (Oscad), al Memoriale della Shoah. Sul palco con lui è intervenuta anche la senatrice a vita Liliana Segre.

Il ministro attacca i 100mila scesi in piazza a Milano per il 25 Aprile

“Non si capisce perché non potevano portare ciò che era simbolo di una gloriosa partecipazione della Brigata ebraica alla lotta di Liberazione” ha aggiunto Piantedosi, evidenziando che “tra gli odiatori e urlatori c’erano persone con i capelli bianchi, non c’era dunque l’attenuante o l’alibi di essere persone che possono nascondersi dietro la giovane età. Anche questo fa parte del fiume carsico” dell’antisemitismo, ha concluso.

La risposta dell’Anpi “Altro che manovre diversive”

La risposta dell’Anpi non si è fatta attendere. “Il ministro Piantedosi è male informato. Nessuno mette in discussione la presenza della bandiera della Brigata Ebraica”, ha detto il presidente nazionale dell’Anpi, Gianfranco Pagliarulo, “Ma che c’entrano col 25 Aprile, per esempio, le bandiere dello Scià e il manifesto con la scritta “Grazie, mister Presidente Donald Trump“? Altro che manovre diversive!”. Insomma, la Brigata ebraica aveva portato le bandiere di Israele (diverse da quelle della Brigata) contravvenendo, secondo gli organizzatori, agli accordi sottoscritti per la partecipazione del corteo.

Segre: “Mi dicono: perché non muori? Come nel 1938”

“Il mondo dell’odio è talmente vasto che questa valanga trascina le persone. Io ho quasi 96 anni, sono vicina alla morte, eppure ci sono persone che mi scrivono: ‘Perché non muori’. Ora, certo succederà, magari non nei prossimi giorni”, ha detto sul palco la senatrice, Segre.

Le stesse minacce, ha ricordato Segre, “che ricevevo da bambina, nel 1938”. “Mio padre mi disse di non rispondere più al telefono – ha raccontato – ma io l’ho fatto e dall’altra parte una voce mi disse le stesse cose”.

E, circa gli scontri di sabato scorso, ha risposto soltanto di essere “preoccupata da madre, come lo ero da figlia, quando ero bambina. Però ora ho i carabinieri che mi scortano”.