Denis Verdini è stato rinviato a giudizio. L’accusa nei confronti dell’ex parlamentare, storicamente vicino a Silvio Berlusconi, è di corruzione e riguarda il procedimento sui presunti appalti pilotati di Anas. Il giudice per l’udienza preliminare ha inoltre fissato la prima udienza del processo per il 16 settembre. Lo stesso gup ha anche approvato l’accordo di patteggiamento che il figlio dell’ex parlamentare, Tommaso Verdini, aveva raggiunto con la procura.
Verdini junior era stato arrestato nel dicembre del 2023 e aveva patteggiato due anni e nove mesi di reclusione. Una pena che è stata leggermente innalzata, a due anni e dieci mesi, da scontare attraverso i lavori socialmente utili. In merito allo stesso procedimento c’è poi da segnalare la posizione di un altro imputato, l’ex manager di Anas Domenico Petruzzelli: è stato condannato, con rito abbreviato, a un anno e quattro mesi per corruzione, mentre è stato assolto dall’accusa di turbativa d’asta. I suoi legali, Gianluca Tognozzi e Nunzia De Ceglie, si dicono “soddisfatti della pronuncia di assoluzione intervenuta per il reato di turbativa d’asta”. Intanto, aggiungono, “in attesa di conoscere le motivazioni della sentenza, confidiamo di chiarire la contestazione di corruzione impropria davanti la Corte di appello”. Nel procedimento riguardante i Verdini Anas è parte civile.
Le accuse a Verdini sulle commesse Anas
Verdini, ex parlamentare eletto con il centrodestra, è stato accusato di aver sfruttato le sue conoscenze politiche per ottenere informazioni riguardanti i bandi. Informazioni che avrebbe ottenuto dai dirigenti di Anas promettendo in cambio favori o possibili avanzamenti di carriera. Una volta ricevute le comunicazioni riservate, Verdini le avrebbe poi passate – in cambio di denaro – ai clienti della sua società di consulenza, in modo da favorirli negli appalti pubblici. L’indagine è venuta alla luce nel dicembre del 2023 e ha rivelato un sistema di corruzione: allora Denis Verdini finì ai domiciliari.
Come si legge nei capi d’imputazione, Tommaso Verdini, Denis Verdini e Fabio Pileri, titolati della società di consulenza Inver, avrebbero quindi facilitato le aziende loro clienti per vincere gli appalti accedendo a informazioni riservate apprese dai dipendenti di Anas in cambio di favori. Alcuni funzionari pubblici avrebbero infatti accettato “la promessa di utilità” da parte dei Verdini e di Pileri, “consistente nei loro interventi e raccomandazioni in sedi politiche e istituzionali per la conferma in posizioni apicali di Anas, o comunque la ricollocazione in ruoli apicali ben remunerati di organismi di diritto pubblico”.
La lunga storia politica dell’ex parlamentare
Il rinvio a giudizio di ieri riporta al centro dell’attenzione la figura di Denis Verdini, parlamentare dal 2001 al 2018 e condannato, in altre vicende, anche per bancarotta. Ed è per questo attualmente in carcere. Per l’indagine sugli appalti di Anas, invece, l’ordinanza di custodia cautelare lo descriveva come “in grado di far valere il suo peso politico sui referenti pubblici di Anas e di attivarsi, al contempo, per garantire a questi ultimi, con reciproca soddisfazione, utilità in termini di adeguati riposizionamenti o nuove collocazioni lavorative in concomitanza con lo spoil system attuato con il cambio del governo”.
Verdini, come detto, è attualmente in carcere dopo la revoca dei domiciliari avvenuta a causa della partecipazione, dello stesso ex parlamentare, a delle cene con il figlio Tommaso e con alcuni dirigenti Anas. Tornando alla sua storia politica, Verdini è storicamente stato vicino a Berlusconi. Dal quale, però, si è allontanato uscendo da Forza Italia (su spinta del cosiddetto cerchio magico) per fondare Ala, avvicinandosi al governo Renzi e sostenendone anche alcune riforme. Verdini, inoltre, è inevitabilmente legato al vicepresidente del Consiglio, Matteo Salvini, considerando che è il compagno di sua figlia, Francesca. Un’altra grana – dopo le inchieste aperte dalla magistratura sul Ponte sullo Stretto e su Milano-Cortina alle quali Salvini (non indagato) è del tutto estraneo – per il vice premier dal momento che l’Anas ricade proprio sotto la vigilanza del ministero delle Infrastrutture da lui guidato.