Sondaggi politici, l’autogol delle destre: gli errori di Nordio & C. spingono il No al referendum

I sondaggi evidenziano la continua crescita del No al referendum, anche a causa degli errori comunicativi delle destre.

Sondaggi politici, l’autogol delle destre: gli errori di Nordio & C. spingono il No al referendum

Il peggior nemico delle destre, in vista del referendum sulla giustizia, sono le destre stesse. Questo sembra essere il messaggio che emerge dopo la pubblicazione degli ultimi sondaggi in vista del voto del 22 e 23 marzo. In particolare, è la rilevazione di Ipsos per il Corriere della Sera a evidenziare il vantaggio del No sul Sì.

Il primo dato che emerge è quello dell’affluenza, attualmente stimata al 42%. Il massimo raggiungibile, secondo il sondaggio, è un’affluenza al 49%. La certezza è che il No continua a crescere, complice sia la mobilitazione dell’opposizione che “alcuni eccessi comunicativi” del centrodestra, come sottolinea Nando Pagnoncelli.

Sondaggi referendum, gli italiani poco coinvolti e interessati

Sicuramente il referendum sulla giustizia non appassiona gli elettori. Solo poco più del 40% degli intervistati afferma di seguire la campagna elettorale con attenzione. E soltanto il 9% afferma di avere molto interesse. Poco più del 50% si ritiene abbastanza informato sui temi della riforma, ma solo il 10% dice di essere molto informato.

Che l’interesse stia scemando è dimostrato anche dal fatto che, rispetto a quasi un mese, è in calo di due punti (al 58%) il dato di chi ritiene che la riforma sia abbastanza importante. Di conseguenza, non sale neanche il dato sulla partecipazione: poco meno di un mese fa, infatti, era sicuro di votare il 36% mentre diceva che probabilmente avrebbe votato il 16%.

Oggi, invece, è sicuro di votare il 37% (solo un punto in più) mentre la percentuale di chi è ci sta pensando è scesa al 12%. Così l’affluenza è stimata al 42%, mentre quella massima è al 49%. La mobilitazione è maggiore tra gli elettori dell’opposizione (Pd al 63% e 5 Stelle al 57%), mentre è più bassa nella maggioranza (Fratelli d’Italia al 59%, Forza Italia e Noi Moderati al 45%, Lega al 44%).

Referendum giustizia, il No in crescita

Rispetto a un mese fa cresce ancora il No. Con una partecipazione al 42%, il Sì sarebbe al 47,6% contro il 52,4% del No. Il Sì da febbraio ha perso l’1,8%, mentre il No ha guadagnato la stessa percentuale di voti. In caso di affluenza più alta, al 49%, la sfida sarebbe in bilico: il Sì in questo caso è ancora dato in vantaggio al 50,2% contro il 49,8% del No.

Insomma, la maggioranza dovrebbe puntare su una maggiore partecipazione al voto per sperare in una vittoria del Sì al referendum. Ma di certo in questi giorni, in cui a farla da protagonista è la guerra in Iran, è difficile che aumentino coinvolgimento e mobilitazione dell’elettorato. Insomma, le destre devono capire – secondo Pagnoncelli – se conviene far scendere in campo in prima persona i leader per gli ultimi giorni di campagna elettorale o se evitare il rischio di mettere la faccia col rischio concreto di una sconfitta.