Soprintendenza formato famiglia. Il marito lascia, subentra la moglie. Altra nomina nella bufera al ministero della Cultura. Nel mirino la struttura per gli interventi post terremoto

Norcia
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Una gestione tutta in famiglia, suddivisa tra moglie e marito che occupano ruoli importanti. E in stretto contatto tra di loro. Tra cui quello di soprintendente speciale “per le aree colpite dal sisma del 24 agosto 2016”, chiamato ad “assicurare la necessaria unitarietà di gestione degli interventi di messa in sicurezza del patrimonio culturale”.

La vicenda riguarda anche la gestione dei siti danneggiati a Norcia, uno dei luoghi simboli del terremoto. Così, ancora una volta, le nomine al ministero della Cultura (Mic), guidato da Dario Franceschini (nella foto), vengono contestate in Parlamento. Aggiungendosi ad altre perplessità, come quella sul progetto Bellezza@, un’iniziativa che ha messo sul tavolo – dal 2016 – 150 milioni di euro. E di quella cifra sono stati spesi pochi spiccioli con un accumulo di ritardi.

Gli incarichi all’interno del Mic sono di nuovo motivo di disappunto. Nel caso specifico, non ci sono profili di potenziale illegittimità, perché la legge non pone alcun divieto all’avvicendamento di incarichi di vertice tra familiari. “Ma ci sono ragioni di opportunità”, come dice a La Notizia la senatrice del gruppo Misto, Margherita Corrado, che ha presentato un’interrogazione sulla questione.

Di cosa si tratta? Gli ingeneri Paolo Iannelli e Caterina Rubino sono al centro della richiesta di chiarimenti. “Iannelli dirige l’unico degli uffici speciali della Direzione generale Sicurezza del patrimonio culturale”, spiega l’atto presentato a Palazzo Madama. Dal giugno 2020, Iannelli “è stato dirigente ad interim” per il servizio “emergenze e ricostruzioni” (un’articolazione della direzione) al Mic. Ma “in quella stagione ha anche coordinato l’importante ufficio, dotato (dal 3 novembre 2020) di autonomia scientifica, finanziaria, organizzativa e contabile, di cui era, contestualmente, il soprintendente speciale”, sottolinea Corrado nell’interrogazione.

Cosa vuol dire? Che per circa un anno è stato coordinatore di se stesso, essendo al vertice di due uffici comunicanti. E alla fine dell’interim, la gestione è rimasta in famiglia. Dal 22 novembre 2021 il suo ruolo è passato a Rubino, che è di fatto diventata coordinatrice del marito. I due, secondo quanto riferisce l’atto al Senato, sono uniti dal “vincolo matrimoniale”. Quindi, incalza Corrado, qui non c’è “una dimensione semplicemente familistica, come lamentato in altre occasioni, ma addirittura familiare”.

C’è poi l’altra vicenda, già raccontata da La Notizia (leggi l’articolo) e finita alla Corte dei Conti. Corrado contesta la nomina di Sandra Suatoni al comando dell’Icpal, che si occupa di restauro dei libri. La senatrice sottolinea che la dirigente, dal curriculum effettivamente di primo piano, non è però archivista, né bibliotecaria: titoli necessari per assumere l’incarico, stando al decreto che regolamenta l’Icpal. Per questo è stato chiesto un pronunciamento della magistratura contabile.

Ma per Franceschini ci sono altri problemi da risolvere, al di là degli organigrammi dirigenziali. Il progetto Bellezz@ stenta ancora a decollare. E dire che è iniziato nel 2016, quando al governo c’era Matteo Renzi, che stanziò 150 milioni di euro per i lavori in 273 borghi italiani. L’iter è stato a dir poco farraginoso. Appena pochi mesi fa c’è stato l’ennesimo cambio di commissione. Così fino a maggio dello scorso anno sono stati ammessi al finanziamento progetti per 30 milioni. Un quinto del totale, come emerso da un documento presentato alla Camera. E al momento non risulta alcun aggiornamento.