Spread Btp-Bund in rialzo oltre i 200 punti: quali sono i rischi della crisi di Governo e cosa succede ai mutui

Spread Btp-Bund in rialzo a 225 punti: quali sono i rischi per l’Italia dopo la crisi di Governo e cosa succedere ai mutui?

Spread Btp-Bund in rialzo a 225 punti dopo la crisi di Governo italiana che si è ufficialmente aperta dopo la decisione del premier Draghi di rassegnare le dimissioni. L’instabilità politica del Paese ha avuto immediate ripercussioni sull’economia nazionale, come dimostra i numeri del mercato.

Spread Btp-Bund in rialzo oltre i 200 punti: quali sono i rischi della crisi di Governo e cosa succede ai mutui

Spread Btp-Bund in rialzo oltre i 200 punti dopo la crisi di Governo

Nella mattinata di venerdì 15 luglio, lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi ha aperto in rialzo a 225 punti a fronte della chiusura registrata nella serata di giovedì 14 a 217 che si è poi attestata a 220 punti. Sulla scia della crisi di Governo culminata nelle dimissioni di Draghi prontamente respinte da Mattarella che ha fatto crollare la Borsa di Milano e ha generato un’impennata del differenziale, Piazza Affari ha segnato a mezz’ora dall’inizio della seduta cifre pari del +0,91% a 20.742,13 punti.

In attesa che il premier riferisca alle Camere su indicazione del presidente della Repubblica, la situazione dei titoli appare alquanto delicata. Saipem ha registrato un teorico -20,5% non riuscendo a decollare con il prezzo in avvio. Nel frattempo, le banche del consorzio di garanzia dell’aumento di capitale hanno destinato 584,7 milioni di azioni non sottoscritte nel campo dell’offerta, corrispondenti al 29,6% dei titoli complessivamente oggetto dell’offerta, per un controvalore di 592,3 milioni di euro.

Le banche appaiono sotto pressione mentre tra le situazioni più critiche possono essere annoverate quelle vissute da realtà come Telecom al -3% e Moncler al -2,29%. Stellantis, invece, ha retto alla crisi di Governo sfoggiando un +0,29%. La società ha evidenziato la capacità del comparto automotive di reggere all’instabilità del mercato nonostante il crollo delle immatricolazioni di auto di giugno emerso in tutta l’Unione Europea: il dato era al minimo dal 1996, secondo i dati Acea.

Spread Btp-Bund: quali sono i rischi per l’Italia e cosa succede ai mutui

Nonostante la crisi di governo e l’instabilità delle Borse, lo spread Btp-Bund in rialzo non influisce in modo diretto sui tassi dei mutui. L’Euribor per i mutui a tasso variabile e i tassi Swap a lungo termine per i prestiti a tasso fisso, ossia i tassi di riferimento per l’area euro, vengono condizionati dalle dinamiche di tasso dell’Eurozona nel suo complesso e non dalle vicende legate a un singolo Paese.

I rischi per l’Italia legati all’aumento dello spread, tuttavia, riguardano la necessità per il Paese di emettere nuovi titoli di stato per finanziare il debito con interessi più alti. Il contraccolpo che potrebbe travolgere gli indici bancari, quindi, potrebbe causare un incremento dei costi dei finanziamenti a imprese e famiglie. Nel lungo termine, inoltre, gli istituti di credito possono apportare un inasprimento delle politiche di concessione dei finanziamenti. I cittadini che investono in titoli di Stato, tuttavia, vedranno crescere i rendimenti anche se si tratterà di un effetto positivo a breve termine.

La situazione dentro e fuori dall’Europa

Fuori dall’Italia, le flessioni delle Borse europee appaiono alquanto contenute con Parigi -014%m Madrid +0,04%, Londra +0,04%, Francoforte +0,11% e Amsterdam 0,07%.

Per quanto riguarda gli Stati Uniti d’America, invece, la situazione continua ad apparire molto delicata in considerazione del picco di inflazione registrato nel Paese e le ingerenze della Federal Reserve. Intanto, sia banche come JPMorgan che Morgan Stanley hanno registrato un importante calo dei profitti.

Rispetto all’andamento della moneta, resta stabile la parità euro-dollaro. Il petrolio, invece, è in rialzo con i futer del Wti agosto che sono cresciuti dello 0,6% a 96,35 dollari al barile. I futer del Brent, invece, hanno mostrato una crescita dell’1% a 100,09 dollari.

In Estremo Oriente, la Cina ha visto una crescita del Pil del secondo trimestre pari solo allo 0,4%: il dato è il peggiore ottenuto dall’inizio del 2020 quando Pechino aveva avviato la politica della “tolleranza zero” a causa della pandemia Covid.

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