Sprechi e consulenze legali, la Rai torna nel mirino. Il consigliere Laganà chiede ai vertici aziendali i contratti con lo Studio Pessi. Anzaldi tuona contro l’infornata di esterni

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Prima la relazione della Corte dei Conti, anticipata sabato da La Notizia, che mette nel mirino la gestione delle risorse umane di Viale Mazzini. Denunciando sprechi e inefficienze, con particolare riferimento alle consulenze esterne: ben 108 nel 2017 per una spesa di 1,3 milioni in aumento di 163mila euro rispetto all’anno precedente. E adesso il faro acceso dal consigliere di amministrazione, espresso dai dipendenti, Riccardo Laganà. Che, con una lettera al presidente Rai, Marcello Foa, all’amministratore delegato, Fabrizio Salini, e al direttore Governance, Nicola Claudio, ha sollevato il caso del “contratto di consulenza legale con lo Studio Pessi e Associati” stipulato da Viale Mazzini, chiedendo che venga posto all’ordine del giorno nella seduta del Cda del prossimo 23 ottobre.

Più nel dettaglio, Laganà ha sollecitato l’acquisizione in Consiglio di amministrazione di tutti i contratti con lo Studio Pessi per “ricostruire compiutamente da quanti anni è in corso tale collaborazione, materie oggetto di consulenza legale, durata degli stessi contratti, importi riconosciuti (…), rispetto delle procedure di evidenza pubblica ai sensi del Codice degli appalti”. Ma non è tutto. Laganà ha chiesto anche l’acquisizione dell’elenco “di tutte le cause di lavoro patrocinate” dallo stesso studio legale per conto dell’azienda, con relativi “onorari riconosciuti per ciascuna di esse”.

Intanto, dopo le anticipazioni de La Notizia sulla relazione della Corte dei Conti, relativa al 2017, il commissario della Vigilanza, Viva, Michele Anzaldi (Italia Viva), ha chiesto al presidente della commissione, Alberto Barachini, di sollecitare i presidenti di Camera e Senato, Fico e Casellati, affinché ne trasmettano copia alla stessa commissione. Con tanto di invito al Cda “a riflettere sull’infornata di esterni che è stata decisa negli ultimi mesi, in particolare su reti come Rai1, e su eventuali decisioni future, come la creazione di nuove direzioni e le incongruenze sul progetto del nuovo Canale Istituzionale”.