I furbetti di Stampubblica. Testate locali vendute agli amici. E l’Antitrust aspetta

L’Antitrust per ora non sembra aver nulla da ridire. Così come l’Agcom, l’Autorità per le comunicazioni. Ma tra i piccoli azionisti del Gruppo L’Espresso c’è chi non ha preso affatto bene la vendita di due asset di gran pregio – il quotidiano abruzzese Il Centro e La Città di Salerno – con modalità che vengono definite stranamente “affrettate” se non addirittura “carbonare”. I due giornali sono stati ceduti il 7 settembre scorso con una procedura che non avrebbe permesso di creare tutto il valore atteso dagli azionisti, impedendo una vera gara tra i numerosi pretendenti. Come mai, con i tempi difficili che vive l’editoria, non si è dato tempo per individuare il miglior offerente? La risposta che viene data sottovoce e sulla quale si spera in un approfondimento proprio dell’Antitrust o dell’Autorità alle Comunicazioni è che la vendita sia stata pilotata, in una sorta di “portage” a favore sempre dello stesso venditore.

IL SOSPETTO – Si sarebbe trovato un modo, insomma, per eludere la legge che impedisce la concentrazione dei quotidiani. Situazione che sembra essersi creata per Finegil, il polo della stampa locale che fa capo sempre allo stesso Gruppo L’Espresso. Dopo la nascita di “Stampubblica” (cioè l’integrazione tra i Gruppi L’Espresso, che controlla Repubblica, e Itedi, con i quotidiani della Fiat La Stampa e Il Secolo XIX), l’impero di carta che fa capo all’ingegner Carlo De Benedetti e alla famiglia Elkann supera il 20% del totale delle tirature dell’intero mercato della stampa quotidiana e per impedire lo stop delle autorità di controllo si è corso a cedere alcune testate. Operazione non difficile proprio con i due gioiellini del Centro e della Città di Salerno. Il quotidiano abruzzese, in particolare, faceva gola a molti imprenditori regionali e nazionale, che avevano espresso anche formalmente le loro manifestazione d’interesse. In lizza c’erano il costruttore Toto e il gruppo Angelucci, fresco acquirente del Tempo di Roma. Tutti potenziali compratori liquidati rapidamente a fronte di una trattativa messa subito sul “binario giusto” con il re delle cliniche private abruzzesi Luigi Pierangeli. Con lui risultano anche gli imprenditori Cristiano Artoni, Alberto Leonardis e Luigi Palmerini. Pierangeli non è nuovo nel panorama dell’editoria locale essendo anche il patron della tv locale Rete8.

GRADIMENTO – Un nome che ai piani alti di “Stampubblica” hanno subito trovato di gradimento, rinunciando ad approfondire – secondo i piccoli azionisti del Gruppo L’Espresso – le offerte economiche degli altri pretendenti, potenzialemente pronti a pagare più di quanto non sia stato fatto dalla cordata di Pierangeli. Un sospetto che torna anche per La Città di Salerno, passato alla società So.Ge.P.Im S.r.l., holding della famiglia Lombardi-Scarlato. I due quotidiani dovranno passare ai nuovi proprietari entro il 31 ottobre 2016, ma il personale non ha preso bene la cessione e i giornalisti Finegil hanno proclamato diversi giorni di sciopero.

Sul presente articolo l’Autorità per il mercato ha inviato al nostro giornale la seguente precisazione:  

Caro Direttore,

In relazione all’annunciata operazione di concentrazione tra il Gruppo Editoriale l’Espresso e Itedi l’Autorità non ha ad oggi ricevuto alcuna notifica dalle parti interessate e, pertanto, non ha effettuato alcuna valutazione della suddetta operazione.

Quando l’operazione di concentrazione dovesse essere notificata l’Autorità procederà a valutare gli effetti della stessa nei mercati dell’editoria e della raccolta pubblicitaria nonché negli eventuali altri mercati che dovessero risultare interessati. Laddove l’Autorità dovesse ritenere che l’operazione sia suscettibile di produrre rilevanti effetti negativi per le condizioni concorrenziali dei mercati, essa potrà procedere all’apertura di un’istruttoria volta a verificare se ricorrono le condizioni per un’autorizzazione, eventualmente condizionata alla realizzazione di misure correttive, ovvero se l’operazione debba essere vietata.

Si ricorda che le operazioni di concentrazione devono essere preventivamente comunicate all’Autorità laddove il fatturato realizzato dall’insieme delle imprese interessate risulti superiore a 495 milioni di euro e il fatturato realizzato dall’impresa acquisita superi 50 milioni di euro.

La normativa di settore (in particolare, legge n. 67/87, articolo 3) definisce tetti relativi alla tiratura a livello nazionale (20%) e a livello interregionale (50%) sui quali è chiamata a vigilare l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni.

Cordiali saluti,

Luisa Cordova
Responsabile Ufficio stampa Autorità Antitrust