Stangata per i nostalgici di Hitler. Condanna per 24 camerati. Erano iscritti a un portale neonazi. Per i pm di Roma istigavano all’odio razziale

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Sul forum Stormfront.org non mancava davvero nulla. C’erano i passi tratti dal Mein Kempf, foto nostalgiche delle SS, le ingiurie verso le istituzioni moderne e, immancabile in un sito a tema neonazista, anche l’odio nei confronti degli ebrei. Tutti elementi per i quali ventiquattro persone, tutte iscritte e attive sul noto portale internazionale di estrema destra, sono state condannate dal tribunale di Roma a pene che vanno da un minimo di 1 anno di reclusione a un massimo di 3 anni e 10 mesi di carcere.

Del resto non poteva andare diversamente viste le pesantissime accuse mosse dal pubblico ministero Luca Tescaroli, attuale procuratore aggiunto a Firenze, agli imputati che, per fatti compresi tra il 2011 e il 2012 e a seconda delle posizioni, dovevano rispondere di incitamento all’odio razziale, minacce e violazione delle legge Mancino. Leoni da tastiera, celati dietro l’anonimato offerto da un nickname e da una foto profilo ingannevole, che si dilettavano ad attaccare chiunque non andasse loro a genio come lo scrittore Roberto Saviano o l’ex sindaco di Lampedusa Giusi Nicolini, l’allora ministro Andrea Riccardi della Cooperazione Internazionale del Governo Monti, il giornalista e imprenditore Enrico Sassoon e l’ex assessore del Municipio XI Carla Di Veroli.

SCRITTORE NEL MIRINO. Tra gli innumerevoli post che sei anni fa sono finiti al centro dell’inchiesta romana sulla sezione italiana di Stormfront.org, c’è pure uno che prendeva di mira lo scrittore Saviano. “L’ebreo Saviano vuole candidare un negro come sindaco di Castelvolturno” è il titolo che accompagnava lo scambio di battute, assolutamente delirante, tra gli aderenti al sito. A far scatenare l’ondata di fango e veleno, era stata la proposta del giornalista di candidare a sindaco della cittadina campana Yvan Sagnet, il giovane camerunese arrivato in Italia da piccolo e ribellatosi ai caporali dei campi del Sud, ritenuto da Saviano colui a cui “ l’Italia deve un ringraziamento se ha una legge sul caporalato”.

CONTRO GLI SBARCHI. Non se la passò meglio l’ex sindaco Lampedusa Nicolini, presa di mira per la sua politica sull’accoglienza dei migranti. Tutto accadde quando la prima cittadina concesse un’intervista nella quale si esprimeva sugli sbarchi dei migranti auspicando il loro approdo nell’isolotto piuttosto che la loro morte in mare. Apriti cielo. Sul forum, puntuale come un orologio svizzero, spuntava il post infamante in cui, tra i tanti, si leggeva: “Meriterebbe che la sua casa venisse derubata dopodiché data alle fiamme che venisse stuprata da un’orda di subumani che tanto ama”. Parole dure che, a distanza di anni, bruciano ancora per la sindaca che ieri, dopo la sentenza, ha commentato: “Siamo molto soddisfatti, perché è vero che non si combatte solo con la repressione, ma è importante che questi personaggi capiscano che si paga un prezzo. Io ho sempre percepito la pericolosità reale di queste persone. Bisogna riflettere su come arginare l’odio sul web”.