Gli stipendi restano la grande emergenza dell’Italia e degli italiani. Il report sulla Retribuzione 2026 di Coverflax, realizzato in collaborazione con Ipsos Doxa, conferma che uno dei problemi principali per i lavoratori italiani è quello dei salari, soprattutto dal punto di vista dell’adeguatezza. Un dato che, di certo, non sorprende, considerando che le retribuzioni reali sono ancora molto più basse del periodo pre-crisi inflativa e che il tema è quanto mai centrale con la nuova impennata dei prezzi, soprattutto sul fronte energetico.
Il report analizza soprattutto la direttiva Ue sulla trasparenza salariale, che l’Italia ha trasformato in legge da circa quattro mesi. Nonostante questo cambiamento normativa, gli italiani continuano a non fidarsi delle aziende: il 69% degli intervistati ritiene che le imprese non siano trasparenti sui compensi. Non solo per l’asimmetria informativa sui salari che a loro giudizio resta, ma anche per la percezione delle proprie retribuzioni: in molti ritengono che gli stipendi non siano allineati con il ruolo svolto, con il costo della vita e neanche con il mercato.
Gli stipendi degli italiani sono inadeguati: il parere dei lavoratori
L’analisi riguarda il Coverflex Compensantion Index, ovvero un indice che misura lo stato di salute del rapporto retributivo tra aziende e lavoratori basandosi su quattro aree: adeguatezza, chiarezza, equità e valore percepito. L’indicatore raggiunge, in totale, solamente 35 punti su 100, facendo trasparire l’insoddisfazione dei lavoratori per lo stipendio. Non è un caso, infatti, che il punteggio più basso è proprio quello dell’adeguatezza, con 30 punti su 100, mentre per l’equità si arriva a 34, per il valore percepito a 42 e per la chiarezza a 46.
E proprio l’inadeguatezza degli stipendi viene ritenuta una delle principali fonti di stress per i lavoratori, insieme al carico eccessivo di lavoro e al mancato riconoscimento del proprio ruolo. Così un lavoratore su due dice di aver pensato di lasciare il proprio impiego, anche se poi spesso non lo fa.
Salari fermi, nessun aumento né adeguamenti all’inflazione
Mediamente la soddisfazione per la propria situazione lavorativa è di 6,6 su 10, quindi appena sufficiente. Ma il dato scende sulle retribuzioni, con una soddisfazione di 5,8 e quindi al di sotto della sufficienza. Come mai proprio quello dei salari è un punto critico? Lo spiega, come riporta Repubblica, Andrea Guffanti, general manager di Coverlfex: “Il 60% dei lavoratori intervistati non ha ricevuto aumenti di stipendio negli ultimi due anni”. In un periodo di alta inflazione. E solo il 17%, emerge ancora dal report, ha ricevuto un adeguamento annuale legato proprio all’aumento del costo della vita.
I lavoratori chiedono maggiore trasparenza salariale, un aspetto ritenuto fondamentale dall’83% dei lavoratori, considerando negativo il giudizio sull’applicazione del principio: solo il 48% ritiene che nella sua azienda ci sia trasparenza sul fronte delle retribuzioni, mentre in generale nelle imprese italiane i giudizi positivi scendono al 30%. Inoltre, soltanto il 13% afferma che le differenze retributive tra uomini e donne sono comunicate apertamente dall’azienda, mostrando così tutte le criticità del gender pay gap.