Strage di Bologna, la Procura generale conclude la nuova inchiesta. Bellini fu l’esecutore. E tra i mandanti spunta anche il nome di Gelli

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

La Procura generale di Bologna ha chiuso la nuova inchiesta sulla strage del 2 agosto 1980 alla stazione del capoluogo emiliano (85 morti e 200 feriti) notificando quattro avvisi di fine indagine. Tra i destinatari Paolo Bellini, ex militante di Avanguardia Nazionale, ritenuto esecutore e che avrebbe agito in concorso con Licio Gelli, Umberto Ortolani, Federico Umberto D’Amato e Mario Tedeschi, tutti e quattro deceduti e ritenuti mandanti, finanziatori o organizzatori, e con i Nar Valerio Fioravanti, Francesca Mambro e Luigi Ciavardini, già condannati in via definitiva come esecutori.

Gli altri tre avvisi di fine indagine riguardano Quintino Spella e Piergiorgio Segatel per il reato di depistaggio e Domenico Catracchia per il quale si ipotizza il reato di false informazioni al pubblico ministero.  Gli avvisi di fine indagine sono firmati dall’avvocato generale Alberto Candi e dai sostituti procuratori generali Umberto Palma e Nicola Proto. L’inchiesta era nata da una memoria difensiva presentata alla procura di Bologna dai legali dell’Associazione dei familiari delle vittime del 2 Agosto.

“Esprimiamo soddisfazione – ha commentato l’avvocato Andrea Speranzoni, per conto dei familiari delle vittime della Strage del 2 agosto 1980 – per l’indagine condotta in maniera ineccepibile e attenta dalla procura generale. L’addebito provvisorio a Paolo Bellini ce lo aspettavamo e ora abbiamo la conferma. L’ipotizzato concorso in Strage di Gelli, Ortolani, D’Amato e Tedeschi è una novità assoluta che ci fa ritenere che questo processo possa cambiare la storia di questo paese”.

“Nel futuro processo per accertare le responsabilità individuate dai magistrati della Procura Generale – ha commentato il sindaco Virginio Merola – il Comune di Bologna si costituirà come sempre, parte civile. Ringrazio l’Associazione dei familiari delle vittime per l’incessante impegno che è stato d’impulso a questa inchiesta sui mandanti. Nonostante l’amarezza per i quarant’anni che sono passati, la ricerca della verità è sempre attuale”.

L'editoriale
di Gaetano Pedullà

Adesso basta errori sul virus

Cantano vittoria come se avessero ottenuto chissà cosa, ma l’Italia che comincia a riaprire dal 26 aprile non è un successo delle destre. Con le solite balle a uso elettorale, Salvini & company da ieri stanno ingolfando i social per intestarsi il ritorno alla normalità

Continua »
TV E MEDIA