Strage di Capodanno a Crans-Montana: almeno 47 ragazzi morti, tra i dispersi anche 6 giovani italiani

Nella tragedia di Capodanno di Crans-Montana hanno perso la vita almeno 47 giovanissimi, con oltre 100 feriti.

Strage di Capodanno a Crans-Montana: almeno 47 ragazzi morti, tra i dispersi anche 6 giovani italiani

Il bilancio non può, ancora, essere definitivo, ma è già pesantissimo. Sono almeno 47 le vittime della tragedia di Capodanno di Crans-Montana, località svizzera di lusso. Centinaia i feriti e molti sono in gravi condizioni. Le vittime sono tutte giovanissime, tra ventenni e persino tantissimi minorenni.

Il rogo, secondo quanto emerge, potrebbe essere scaturito dalle candele sulle bottiglie di champagne che hanno raggiunto il soffitto in legno. I testimoni raccontano le scene di terrore, con la fuga verso l’unica – e difficile da raggiungere – uscita. In quell’inferno c’erano anche diversi ragazzi italiani. Sono 13 quelli in ospedale, di cui cinque con ustioni gravi. Sei sono invece gli italiani dispersi.

Strage di Capodanno a Crans-Montana: almeno 47 vittime

L’allerta è scattata intorno all’1.30 della notte di Capodanno. La polizia cantonale del Vallese ha ricevuto segnalazioni per un incendio “di origine indeterminata” nel bar Le Constellation, frequentato da molti turisti. E da subito le forze dell’ordine hanno parlato di diverse decine di persone morte. L’ultimo bilancio parla di almeno 47 vittime e 112 feriti. Esclusa, sin da subito, l’ipotesi di un attentato. La polizia ha sempre parlato di incidente.

Per capire cosa sia successo è stata subito aperta un’inchiesta ma secondo i racconti dei testimoni l’ipotesi più probabile è che l’incendio sia stato causato dalle candele accese attaccate alle bottiglie, tenute in alto da chi stava sulle spalle di altri. Per quanto riguarda i giovani ricoverati in ospedale, quelli italiani sono 13, tra cui due sedicenni e una ragazza di 30 anni che sono stati trasferiti al Niguarda di Milano. Altri due, in condizioni ancora più gravi, sono rimasti in Svizzera. Restano poi sei i dispersi italiani. Il rischio è che ci vogliano diversi giorni per identificare le vittime, molto spesso carbonizzate.