Strano silenzio. Nel Pd nessuno difende più i Benetton. Dopo le ultime novità sulle inchieste giudiziarie che coinvolgono Aspi anche la De Micheli è rimasta in religioso silenzio

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Non aveva fatto in tempo a giurare, che il neo ministra delle Infrastrutture, la dem Paola De Micheli (nella foto), si era subito precipitata a difendere le concessioni di Autostrade per l’Italia. Escludendo che la revoca sia all’ordine del giorno del nuovo Esecutivo e condendo la sua intemerata con l’impegno di sbloccare la Gronda di Genova provocando l’ira dei pentastellati. Forse giocando sulla formula utilizzata dal programma di Governo giallorosso che, sul tema delle concessioni ai signori del casello, parla sì di “revisione” ma, d’altra parte, non esclude che la revisione possa sfociare nella revoca invocata dai grillini proprio per Autostrade per l’Italia. Dopo la notizia degli arresti dei tecnici di Aspi, la De Micheli è rimasta in religioso silenzio. Come del resto tutto il Partito democratico.

L'editoriale
di Gaetano Pedullà

I politici in fila dalle Lobby

Nel Paese dove il re dei conflitti d’interesse, Silvio Berlusconi, può diventare Presidente della Repubblica, che speranza ha una legge che regoli sul serio i rapporti tra lobby, politica e affari? Se a qualcuno sfuggisse la risposta, è illuminante seguire l’iter parlamentare della norma che

Continua »
TV E MEDIA