Studi su spigole, rimorchi e Honduras. Ecco le ultime urgenze di Juncker. Anche agli sgoccioli la Commissione Ue non si ferma. Il colpo finale? Una ricerca sul mercato delle alghe

di Carmine Gazzanni
Politica

Indefessi. A Bruxelles, tra i corridoi della Commissione europea pare proprio che non ci si riposi un attimo. Nonostante il mandato di Jean-Claude Juncker e della squadra dei suoi commissari sia agli sgoccioli visto l’avvicinarsi delle elezioni europee, a vedere gli studi e le ricerche portati avanti dai vari uffici della Commissione Ue, l’impressione è che si voglia lavorare fino all’ultimo giorno disponibile. E l’attenzione, manco a dirlo, è su quei capitoli delicati, su quelle questioni divisive che Juncker & C. non vogliono proprio lasciare aperte.

Così, mentre si bacchettano i vari Paesi rei di infrangere i fatidici paletti di Maastricht, a Bruxelles l’attenzione è assorbita da alghe, spigole, rimorchi e Honduras. Sembrerebbe uno scherzo, ma è quello che emerge analizzando gli ultimi studi commissionati. Uno degli ultimi bandi pubblicati dalla Commissione, ad esempio, riguarda uno studio sul “regime di controllo per la pesca ricreativa di spigole” per il quale si prevede di spendere 300mila euro. L’obiettivo principale, recita la documentazione di gara, consiste nel “rafforzare i regimi di controllo per la pesca ricreativa di spigole nell’Atlantico”.

Verranno cioè valutati “gli strumenti di controllo e monitoraggio disponibili”, individuati “i punti di forza e di debolezza delle soluzioni disponibili ed esplorate “le buone pratiche”. Il tutto finalizzato alla “creazione e/o lo sviluppo e la prova di applicazioni informatiche per garantire un controllo più efficiente e armonizzato della pesca ricreativa”. Che il mondo subacqueo sia un’urgenza per i commissari, è testimoniato anche dallo studio per il “sostegno allo sviluppo del mercato delle alghe e dei loro prodotti”: 950mila euro per “creare un forum unico che rappresenti i produttori europei di alghe”.

PAZZI PER IL BIO. Ma non è finita qui. Tra gli interessi di Bruxelles, infatti, ci sono anche le automobili. E così, accanto al prossimo “acquisto di statistiche e dati sull’industria automobilistica”, spicca anche il “supporto per la preparazione della legislazione sulla certificazione dei rimorchi”: in questo caso la Commissione prevede di spendere 500mila euro per realizzare uno studio sullo “sviluppo di uno o più strumenti informatici […] e/o di uno strumento software a sé stante da utilizzare per la certificazione di rimorchi e della carrozzeria dei veicoli”, con l’arduo fine di ridurre le emissioni di CO2 nell’aria.

Obiettivo certamente meritevole, ci mancherebbe. Ci si chiede solo se non convenisse affidare i lavori alla prossima Commissione. Uguale discorso si potrebbe fare sulla ricerca da 1,5 milioni per fornire “una serie di nuove informazioni e analisi” (così c’è scritto nella documentazione…) che aiuteranno a identificare i “futuri orientamenti delle politiche” nei settori “della bioeconomia dedicati ai bioprodotti e alla bio-innovazione”.

TUTTI IN HONDURAS. Spazio, infine, anche agli investimenti lavorativi. Ma non nei paesi comunitari, bensì molto più lontano. Uno degli ultimi bandi (da 5,8 milioni) riguarda il programma europeo relativo all’accesso “all’occupazione attraverso il miglioramento delle capacità lavorative e della promozione imprenditoriale in Honduras”. Così, giusto per allargare i propri confini. Interessante, ancora, il programma (da 1,5 milioni) lanciato dalla Commissione “in base al quale verranno introdotte sul mercato le invenzioni più promettenti provenienti dai Balcani occidentali”. Urgenze importanti. Per cui non si può aspettare il voto di maggio.