Stupri di guerra in Ucraina, la denuncia delle donne ucraine contro la Russia: “La Nato deve intervenire”

Stupri di guerra in Ucraina
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Stupri di guerra in Ucraina: l’urlo di dolore delle donne si leva dalle aree del Paese che sono state assediate dai russi, invocando l’intervento della NATO. I pericoli ai quali stanno andando incontro bambine, ragazze e donne ucraine, vittime delle violenze dei russi, sono stati denunciati dal ministro degli Esteri di Kiev, Dmytro Kuleba.

Stupri di guerra in Ucraina, la denuncia delle donne ucraine contro la Russia

Non solo trattative ai tavoli e bombardamenti, la guerra in Ucraina sta rapidamente degenerando, accanendosi soprattutto sui più deboli. Come in ogni conflitto armato, quando la violenza diventa cieca e brutale, ad essere più esposte alla crudeltà sono inevitabilmente le donne.

A pochi giorni dall’invasione russa dell’Ucraina, che ha avuto inizio lo scorso 24 febbraio 2022, le bambine, le ragazze e le donne ucraine sono state abbandonate alle angherie dei soldati inviati dal Cremlino. Facili prede di stupri e sevizie, le donne ucraine rischiano di trasformarsi rapidamente in vittime di una violenza non raccontata, invisibili e abbandonate al loro dramma personale. Troppo spesso, infatti, l’abuso sessuale viene considerato soltanto un effetto collaterale della guerra in cui lo stupro di guerra tende ad assumere i connotati di una nuova, atroce normalità.

Ministro degli Esteri ucraino, Kuleba: “La Nato deve intervenire”

L’allarme sugli stupri di guerra in Ucraina è stato lanciato per la prima volta nella giornata di venerdì 4 marzo dal ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba. Nel denunciare gli abusi commessi dai militari inviati da Mosca, il ministro Kuleba ha dichiarato: “Quando i soldati stuprano le donne nei territori occupati, e abbiamo diversi casi, è chiaramente difficile parlare dell’efficacia della legge internazionale”.

La denuncia del ministro ucraino si è tradotta, poi, in una ennesima richiesta di intervento rivolta alla NATO. Kuleba, infatti, ha invocato l’aiuto dell’organizzazione, asserendo: “Non lasciate che Putin trasformi l’Ucraina nella Siria. Siamo pronti a combattere. Continueremo a combattere. Ma abbiamo bisogno dell’aiuto concreto e risoluto dei nostri partner, ora”.

Onu, Bahous: “Donne e bambini non devono essere dimenticati, tenere alta l’attenzione”

La storia non è nuova a episodi di stupro e violenza di genere che si consumano di pari passo con il proseguire dei conflitti armati. Simili strumenti, infatti, vengono sistematicamente impiegati alla stregua di armi per spezzare la resistenza della popolazione o, nei casi più estremi, per portare a termine un’operazione di pulizia etnica o di genocidio. In questo modo, si generano circostanze che possono rivelarsi più devastanti degli scontri armati o dei raid missilistici.

In merito agli stupri di guerra che si stanno verificando in Ucraina, è intervenuto il presidente dell’Ente delle Nazioni Unite per l’uguaglianza di genere, Sima Bahous, che ha esortato il mondo a non dimenticare i più fragili. Per questo motivo, ha ribadito che prestare attenzione a donne e bambini deve restare una priorità a livello internazionale.

Il presidente Bahous, quindi, ha affermato: “La situazione attuale mette a repentaglio la sicurezza di tutti gli ucraini e espone in particolare le donne e le ragazze a un rischio maggiore di violenza sessuale e di genere, in particolare quelle rifugiate o comunque sfollate dalle loro case. Questi fattori devono essere presi in considerazione in tutti gli sforzi per monitorare e rispondere alla situazione in Ucraina, in modo che i primi segnali di allarme dell’impatto ricevano una risposta adeguata e proporzionata”.

Crimini di guerra, l’inchiesta della Corte penale internazionale contro gli stupri in Ucraina

Per quanto riguarda ciò che sta accadendo in Ucraina, la Corte penale internazionale annovera lo stupro tra i crimini di guerra. Ciononostante, bisogna ricordare che né Mosca né Kiev hanno aderito alla specifica giurisdizione, istituita nel corso del 2002.

Inoltre, c’è da sottolineare che gli stupri di guerra in Ucraina non rappresentano una novità per il Paese. A questo proposito, la Corte penale internazionale ha aperto un’inchiesta sulle violenze sessuali che sono state commesse dai militari nei confronti dei civili catturati nel Donbass, durante le operazioni che hanno accompagnato l’invasione russa della Crimea nel 2014.

In questo contesto, la fase preliminare delle indagini ordinate dalla Corte penale internazionale ha concluso che esiste “una base ragionevole per ritenere che siano stati commessi crimini di guerra e crimini contro l’umanità”.

Con la progressiva e costante espansione del conflitto tra Russia e Ucraina, il numero delle vittime di stupro tenderà inevitabilmente ad aumentare. Per questo motivo, è indispensabile che l’attenzione internazionale su quanto sta accadendo nel Paese non si spenga, abbandonando le vittime nell’oblio della storia.