“Appuntamento sotto casa di Draghi”. Su Telegram nuove minacce No Vax per il premier. Nel mirino di “Basta dittatura” c’è anche Bassetti

Basta dittatura Bassetti
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“Ogni sera alle 21 sotto il suo appartamento”. I No Vax tornano a minacciare il premier Mario Draghi con un messaggio su Telegram. Si tratta, ancora una volta, del canale “Basta Dittatura – Proteste”, che già in passato aveva rivolto messaggi di odio nei confronti del presidente del Consiglio (leggi l’articolo), ma anche di ministri, giornali ed virologi.

Questa volta i promotori del gruppo hanno condiviso su Telegram alcuni dati sensibili di Draghi e minacciato anche l’infettivologo Matteo Bassetti, già sotto scorta (leggi l’articolo). “Sapete cosa fargli”, il messaggio accompagnato dall’indirizzo di casa e dal numero di cellulare del direttore della clinica malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova. “Hanno condiviso ancora una volta il mio numero di telefono su una chat Telegram, andrò in procura per denunciare questo episodio” aveva detto nei giorni scorsi Bassetti denunciando di aver ricevuto 35 telefonate anonime in un giorno.

Da “Basta dittatura” nuove minacce No Vax per Draghi e Bassetti

Il 20 gennaio scorso nello stesso gruppo era stato condiviso l’indirizzo della residenza romana di Draghi (leggi l’articolo), ma anche quello della casa in Umbria dove il premier si reca spesso durante i fine settimana. Gli investigatori della Polizia Postale e dell’Antiterrorismo, coordinati dalla Procura di Torino, indagano da alcuni mesi sui canali Telegram riconducibili ai movimento No Vax e No Green Pass.

“Condividete qui i numeri di telefono e gli indirizzi dei criminali” l’appello che era stato diffuso su Telegram dai No Vax. Tra questi, per l’appunto, il presidente del Consiglio, con tanto di minaccia di presentarsi sotto il suo appartamento “ogni sera alle 21” e la foto di Draghi ammanettato e con i baffetti alla Hitler. Nei mesi scorsi, sempre attraverso il canale “Basta dittatura”, i No Vax avevano annunciato l’intenzione di creare anche una sorta di ‘black list’ con “indirizzi e numeri di telefono delle m…. criminali fasciste dittatoriali”.