Gli investigatori della squadra mobile di Torino hanno ascoltato ieri gli agenti della Polizia penitenziaria in servizio al momento della morte di Bernardo Pace, il detenuto di 62 anni che si è tolto la vita in cella nel carcere Lorusso e Cutugno il 17 marzo scorso. Pace stava scontando una condanna a 14 anni e 4 mesi, ricevuta in una delle branche del processo Hydra sull’alleanza tra camorra, ‘ndrangheta e Cosa nostra in Lombardia.
Pace si era appena pentito e aveva iniziato a parlare
Secondo quanto emerge, nelle ultime settimane Pace aveva iniziato a collaborare con la Direzione distrettuale antimafia di Milano. L’uomo si è impiccato nella cella in cui era detenuto da solo, al piano terra del padiglione E.
E oggi parte il processo con rito ordinario della maxi-inchiesta Hydra
E proprio oggi si aprirà nell’aula bunker del carcere di San Vittore, lo spezzone del processo Hydra che si celebra con rito ordinario. L’indagine ha già portato, il 12 gennaio scorso, a 62 condanne, con rito abbreviato, per altrettanti imputati a pene fino a 16 anni di reclusione.
Nel filone ordinario, sono imputati, tra gli altri, Paolo Aurelio Errante Parrino, parente di Matteo Messina Denaro, detenuto al 41bis e che sarebbe stato al vertice del mandamento di Cosa Nostra della provincia di Trapani, e Gioacchino Amico, presunto vertice del “sistema mafioso lombardo” per conto della Camorra del clan dei Senese. E ancora Santo Crea, presunto boss della ‘ndrangheta, e Giancarlo Vestiti, presunto “luogotenente” della camorra.
Oggi il procuratore Marcello Viola e i pm Alessandra Cerreti e Rosario Ferracane valuteranno se depositare, in caso si arrivi alla fase di ammissione prove, i verbali di alcuni nuovi pentiti, dopo i tre che avevano già parlato a lungo nel corso dell’indagine e del processo abbreviato. O se attendare la riunione nel processo della posizione di Emanuele Gregorini, detto “Dollarino”, di recente estradato dalla Colombia e mandato a giudizio. Tra i nuovi pentiti c’era anche Bernardo Pace.